Tesla minaccia di licenziare il 10% dei dipendenti e fa una terribile previsione sull’economia

Tesla è ormai un grande colosso mondiale.

Quando questa azienda è nata qualche anno fa sembrava una scommessa bizzarra e rischiosa, ma ormai questa scommessa è vinta.

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Tesla sta producendo tante auto completamente elettriche e promette di portare l’auto a guida autonoma presto sulle strade.

Prospettive fosche sull’economia

Un grande successo mondiale, quello di Tesla che ormai è una delle aziende più ricche del pianeta.

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Eppure nonostante un successo travolgente che fa sembrare addirittura vecchie tutte le altre case automobilistiche, Tesla ha annunciato di voler licenziare addirittura il 10% di tutta la sua forza lavoro. Un licenziamento di massa clamoroso ed inaspettato motivato da prospettive veramente cupe sull’economia mondiale. Certamente questa notizia ha spaventato i risparmiatori e gli investitori ma cerchiamo di fare un passo indietro e di capire che cosa sta succedendo. Elon Musk non è certo l’unico a fare previsioni veramente tetre sul futuro dell’economia. Cerchiamo di capire il perché di tutto questo scetticismo.

Tanti motivi di scetticismo

Soltanto pochi giorni fa il numero 1 di Jp Morgan diceva cose altrettanto inquietanti sul futuro dell’economia. Ma perché tanti guru dell’economia mondiale sono così pessimisti? Innanzitutto pesa moltissimo l’inflazione. Un’inflazione che rasenta il 10% è fortemente distruttiva per l’economia mondiale e il rischio è che tanti paesi possano finire in recessione. Ma oltre alla fortissima inflazione e alla possibilità sempre più concreta della recessione economica ci sono anche altri allarmi che fanno pensare ad un crollo imminente dell’economia. Innanzitutto c’è la grave carestia globale che sta minacciando tutto il pianeta. Produrre cibo diventa sempre più difficile e sempre più costoso.

Carestia e migrazioni

Questo perché le materie prime necessarie all’agricoltura e all’allevamento di bestiame diventano sempre più care. Ma sono anche i cambiamenti climatici a motivare questa vera e propria carestia globale. In particolare sul grano, la stretta impressa da Putin che ha bloccato le esportazioni dalla Russia e dall’Ucraina, ha reso tutto estremamente problematico. Oltre 50 paesi del mondo ormai sono considerati a rischio fame e si attendono ondate migratorie senza precedenti dai paesi del nord Africa. Inoltre c’è anche il rischio che le banche centrali possano far crollare le borse nel tentativo di arginare l’inflazione.

Lo scoppio delle borse sopravvalutate

Infatti le banche centrali sono ormai costrette ad un forte aumento dei tassi perché l’inflazione è letteralmente fuori controllo. Sia la Banca Centrale degli Stati Uniti che quella dell’Unione Europea hanno annunciato chiaramente che adotteranno una politica monetaria restrittiva perché ormai le l’inflazione è diventata troppo rischiosa. Sono molti a credere che le borse siano pesantemente gonfiate da anni di tassi eccessivamente bassi. Se le borse effettivamente dovessero essere sopravvalutate, un improvviso aumento dei tassi potrebbe innescare quel crollo che potrebbe facilmente trasformarsi in una vera e propria valanga che si andrebbe a sommare alla recessione dell’economia reale.