Verona ha scelto il moderato Tommasi: suicidio Centrodestra

Nella città veneta Damiano Tommasi trionfa al ballottaggio contro il sindaco uscente Federico Sboarina. E’ una vittoria del Centrosinistra e soprattutto dell’ex-calciatore, ma una grave sconfitta per il Centrodestra che ha scelto la strada delle divisioni e della politica di propaganda. 

Verona sorride al Centrosinistra e volta le spalle al Centrodestra per la prima volta dopo 15 anni. Le parole allarmiste di Federico Sboarina, sindaco uscente appoggiato da Fratelli d’Italia e Lega, sul pericolo comunisti, invasione di extra-comunitari, teoria gender e “Verona capitale dei gay d’Italia” per usare le parole del vescovo Giuseppe Zenti, non hanno convinto gli elettori che alla fine hanno scelto al ballottaggio Damiano Tommasi, sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle e altre liste di Centrosinistra.

L’ex-calciatore di Roma, Hellas Verona e Nazionale italiana raggiunge il 53,3% delle preferenze in una città che tradizionalmente vota a destra, con circa 49mila schede contro le 43mila (il 46,7%) dell’avversario Sboarina. Il tentativo di apparentamento col Centrodestra del terzo arrivato al primo turno Flavio Tosi, già sindaco di Verona per un decennio tra il 2007 e il 2017, si era già fermato al tavolo delle trattative, non riuscendo a chiudere l’accordo e a convincere gli elettori a sostenere il sindaco uscente.

Alla coalizione guidata da Tommasi vanno 22 consiglieri: 10 per la lista civica a suo sostengo, 8 del PD, 2 con Traguardi, più  un consigliere per la lista Sinistra Civica Ecologista. All’opposizione troviamo invece Federico Sboarina, 3 consiglieri di Fratelli d’Italia, 2 per Sboarina Sindaco-Battiti per Verona, 1 per la Lega, e infine 1 per Verona Domani, Coraggio. Infine, la presenza di Flavio Tosi, 3 consiglieri per la lista Lista Tosi Sindaco (IV), Fare con 1  e Forza Italia sempre a quota 1.

HARAKIRI DEL CENTRODESTRA

Un vero schiaffo al Centrodestra che ha scelto la strada del suicidio politico nella città veneta sia puntando su una campagna elettorale basata più sulla propaganda anti-gay e anti-comunista che su un vero e proprio programma per la città, sia perché lacerata dalle divisioni interne alla coalizione che hanno portato molti elettori del Centrodestra a scegliere per Tommasi o più semplicemente a non scegliere. L’affluenza di questo ballottaggio è stata infatti intorno al 47% e in calo rispetto a cinque anni fa.

La batosta non è solo per la coalizione locale ma anche per i capi nazionali del Centrodestra, dato il largo appoggio di cui godeva Sboarina da parte degli stessi Giorgia Meloni e Matteo Salvini che erano stati presenti durante le fasi della campagna elettorale e ai comizi. Per i due leader è una sconfitta personale oltre che di partito che li costringe a ridimensionare le loro ambizione e forse anche a rivalutare l’agenda politica per i prossimi mesi.

Federico Sboarina e Flavio Tosi

IL TRIONFO DI TOMMASI

Le prime parole del neo sindaco sono per una Verona “moderna e vivibile, solidale e ottimista e non una trincea di guerra tra mondi contrapposti“. Tommasi usa il suo solito tono moderato mentre passeggia nella notte vittorioso per il centro della città. L’ex-presidente dell’Associazione Italiana Calciatori ha disertato gli incontri pubblici con i leader nazionali dei partiti a suo sostegno come Enrico Letta e Giuseppe Conte, vestendosi da candidato civico più che da esponente del Campo largo.

Qualcosa è successo a Verona oggi – afferma Tommasi a caldo -. È una delle tappe della mia vita, Verona è anche questo, ha dimostrato che si può far politica senza denigrare l’avversario, parlando di futuro, di giovani, sono contento di aver radunato attorno a questo progetto tanta bella gente. Siamo riusciti a parlare di politica senza attaccare, senza denigrare, usando le parole che tanti si aspettano di sentire dagli amministratori. Questo ci deve rendere tutti orgogliosi“.

“Mi auguro che la gente possa prendersi il ruolo di protagonista a Verona perché la città lo merita. Io spero di essere parte di questo progetto in maniera importante. Tutto questo entusiasmo si spiega con il fatto che non era semplice, e non lo sarà. Ma ci siamo messi in gioco per fare una cosa che Verona aspettava da tempo. E siamo pronti anche alle cose difficili” conclude il nuovo Sindaco di Verona.