Vertice Nato in Spagna sembra consiglio di guerra. Medvedev minaccia terzo conflitto mondiale

Il vertice Nato si tiene oggi, 28 giugno, a Madrid e vedrà il Consiglio di Sicurezza Onu riunito per parlare del conflitto in Ucraina 

Oggi, 28 giugno, parte il consiglio Nato a Madrid, consiglio che pare più di guerra, con il Consiglio Sicurezza Onu che dibatterà del conflitto in Ucraina e del terribile assalto al centro commerciale di Kremenchuk.

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Intanto, la guerra tra Russia e Ucraina è divenuta una guerra di logoramento e l’argomento di cui discuterà il Consiglio è tra i più delicati da quando è sorta l’Alleanza. In particolare, dopo quanto affermato dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev che minaccia un terzo conflitto mondiale.

Il segretario generale Nato, Jens Stoltenberg e il presidente Usa, Joe Biden, hanno posto spesso l’accento, negli ultimi tempi, sull’unità «senza precedenti» con cui i Paesi alleati hanno replicato all’invasione russa contro l’Ucraina.

Tuttavia, dietro queste dichiarazioni c’è una realtà che ha aspetti molto più complicati. Alcune cancelliere d’Europa, infatti, non sono d’accordo sull’approccio di opposizione radicale contro la Russia adottato da Stati Uniti, Uk e anche alcuni Paesi dell’Est, soprattutto Polonia e Stati baltici.

Il premier francese, Macron, ha sottolineato l’importanza di «non umiliare» Putin, conscio che, nel medio periodo, l’Ue dovrà comunque reinstaurare un dialogo con Mosca, anche solo per questioni geografiche. C’è anche il discorso dei costi delle multe, che possono diventare troppo esose per quelle economie, a cominciare dalla Germania, che dipendono dal gas russo in modo troppo notevole da rinunciarvi completamente, cosa che potrebbe cambiare se si concretizzassero i tagli netti delle forniture prospettati oggigiorno dall’Ue.

Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha confessato che le multe danneggiano pure loro «ma sono giuste», parlando con gli industriali locali che da subito si sono fatti sentire per protestare contro restrizioni il cui pericolo è quello di fare più male alla Germania che alla Russia.

Lo scorso giovedì, Scholz ha detto:«La verità è che siamo ancora lontani da negoziati tra Ucraina e Russia», in quanto il presidente russo  «ancora crede nella possibilità di una pace imposta. È quindi ancora più importante che restiamo fermi sul nostro percorso, con le nostre sanzioni, con le consegne di armi coordinate a livello internazionale, con il nostro sostegno finanziario all’Ucraina». 

A Madrid, tuttavia, non sarà facile incentrarsi solo su questi argomenti. Non è stato ancora oltrepassato il veto di Erdogan all’entrata nella Nato di Svezia e Finlandia, accusate dalla Turchia di supportare il Pkk e le truppe curdo siriane, ritenute organizzazioni terroristiche in Turchia. Nelle scorse settimane, ci sono stati diversi incontri tra i delegati dei tre Stati.

Tema centrale rimane la guerra in Ucraina

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Nel frattempo, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, prenderà parte in video call al vertice Nato. Quello che chiede è di ricevere più arme per combattere le truppe russe. Fino ad ora, l’Ucraina ha avuto aiuti militari e finanziari dall’Occidente, soprattutto dagli Usa da cui hanno ottenuto 5,6 miliardi di dollari.

Dalla White House hanno comunicato che i leader del G7 vogliono «elaborare una concreta lista di proposte per aumentare la pressione sulla Russia». Tuttavia, le sanzioni occidentali non paiono aver creato danni seri, perlomeno nel breve periodo, all’economia di Mosca ma anzi, hanno mostrato la dipendenza energetica di alcuni Stati Ue dalla Russia.

Gli effetti delle multe, dall’inflazione al pericolo di  una crisi alimentare, rischiano di isolare quegli Stati in via di sviluppo che fino ad adesso non hanno condannato l’invasione russa in Ucraina e che temono, in paricolare, il rischio di una netta diminuzione dell’export di cereali da Russia e Ucraina, che sono i due più grandi produttori di grano a livello internazionale.

Al G7 di Elmau stanno prendendo parte India, Senegal e Sudafrica, tre Paesi rimasti neutri. L’Indonesia, nonostante abbia votato affinché le milizie di Putin si ritirino dall’Ucraina in sede Onu, non ha voluto escludere la Russia da G20 che avrà luogo a Bali il prossimo novembre e ha anche invitato Zelensky.