Malori misteriosi in alta montagna durante il campo estivo, enigma sulle cause

A accusare i malori praticamente tutti i componenti di un gruppo di adulti e ragazzi che aveva affittato una struttura alberghiera in montagna.

È successo in provincia di Sondrio. Le Aziende di tutela della salute escludono al momento si tratti di un’intossicazione, di legionella o di coronavirus. Resta ancora il mistero su questi strani malesseri.

Per molti dei 121 partecipanti al campo estivo a Bormio la vacanza si è conclusa al pronto soccorso – Meteoweek

Febbre alta e tosse, una serie di malesseri all’apparenza inspiegabili. Hanno colpito un gruppo di ragazzi e adulti bresciani che la scorsa settimana aveva preso in gestione una struttura alberghiera a Bormio, nella provincia di Sondrio.  Si trattava di un campo estivo in Valtellina, con un centinaio di persone, tra educatori, ragazzi e accompagnatori che ha cominciato ad accusare strani malori. Tra loro anche il curato, don Andrea Rodella.

Il gruppo bresciano – 121 persone in tutto – aveva preso in gestione la struttura, che si trova a circa 2 mila metri di altitudine. A cucinare e a tutto il resto pensavo il gruppo stesso. Una sola gita, in un rifugio a 3 mila metri. E poi, qualche giorno dopo essere arrivati nella struttura, oltre la metà dei membri del gruppo ha cominciato a sentirsi male. Verso la fine della settimana praticamente tutto il gruppo si è ammalato. Tosse e febbre per tutti: questi i sintomi accusati.

Una volta che la comitiva ha fatto rientro a Brescia, in diversi sono andati al pronto soccorso degli Spedali Civili. Ma nessuno di loro è stato ricoverato.

Ancora ignote le cause dei malesseri

L’AGI ha interpellato sia l’Ats della Montagna che quella di Brescia. Ma entrambe le Agenzie di tutela della salute tendono a escludere che possa trattarsi di legionella, di un’intossicazione alimentare o di un’epidemia di coronavirus.

Solo uno del gruppo infatti è risultato positivo al covid. La settimana precedente la struttura poi aveva ospitato un altro gruppo. Ma non si era ammalato nessuno dei partecipanti. Se si fosse trattato di legionella – dovuta all’acqua o ai condizionatori – ci sarebbero dovuti essere dei casi anche la settimana precedente all’arrivo del gruppo bresciano. A dare una risposta ai dubbi dovrebbero essere le analisi prescritti dalla Ats Montagna sulle tubature della zona e su altri campioni. I risultati delle analisi dovrebbero giungere nei prossimi giorni. Forse allora si saprà di più su questi malesseri misteriosi.