Kobe Bryant, risarcimento milionario alla vedova per le foto dell’incidente pubblicate in chat

Condannata la contea di Los Angeles: dovrà pagare un maxi-risarcimento a Vanessa Bryant, moglie dell’ex stella Nba.

La donna aveva fatto causa per le foto diffuse nelle chat private da alcuni funzionari della contea.

Vanessa Bryant, al centro, mentre lascia la corte di Los Angeles dopo la sentenza – Meteoweek

Arriva il maxi risarcimento per Vanessa Bryant, la vedova dell’ex stella del basket Kobe Bryant, morto in un incidente in elicottero. Vanessa ha vinto la causa intentata contro la contea di Los Angeles per la diffusione delle foto relative all’incidente cui morirono il campione Nba, la figlia e altre sette persone a bordo.

Lo ha stabilito mercoledì una giuria federale: la contea di Los Angeles dovrà pagare 16 milioni di danni. Per il «profondo disagio emotivo» provocato da agenti e vigili del fuoco. Dopo il disastro condivisero le immagini dei corpi senza vita di Kobe Bryant e della figlia, dopo aver scattato delle foto sul luogo dell’incidente. La tesi dei legali di Vanesse Bryant ha convinto i nove giurati: la diffusione di quelle foto violò la sua privacy, arrecando un ingiusto disagio e una profonda angoscia ai familiari delle vittime.

Il giorno della tragedia il cinque volte campione NBA con la maglia dei Lakers e membro della Basketball Hall of Fame era in viaggio con la figlia Gianna e altre sette persone. Per l’incidente i funzionari federali della sicurezza hanno accusato l’errore del pilota.

Gli scatti? Nessuna finalità investigativa, solo gossip

Vanessa e Kobe Bryant – Meteoweek

Durante il processo Vanessa Bryant ha testimoniato piangendo. Queste le sue parole: «Vivo ogni giorno nella paura di essere sui social media e questi spuntano fuori, vivo nella paura che le mie figlie siano sui social media e che vedano quelle immagini». Risarcimento anche per Chris Chester, che nel drammatico incidente ha perduto la moglie e la figlia: 15 milioni di dollari per lui, che aveva intentato la causa assieme alla vedova di Kobe.

D’altronde, come evidenziato dagli avvocati delle parti lese, gli agenti della contea non avevano ragione alcuna di divulgare quelle immagini, che non avevano finalità investigativa. La diffusione della foto va dunque considerata alla stregua di «un pettegolezzo» che mirava a soddisfare una «curiosità raccapricciante». Il procuratore della contea J. Mira Hashmall sosteneva invece che le immagini servivano a valutare la situazione. Ma anche lui ha ammesso che non c’era ragione di diffonderle nelle chat private, sottolineando però che le foto non sono mai apparse in pubblico e i familiari delle vittime dell’incidente in elicottero non lo hanno mai viste.