Matteo Messina Denaro “insospettabile”: ha fatto anche un selfie in ospedale

Dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro emergono ulteriori dettagli riguardanti la sua latitanza e le cure ricevute in ospedale.

Matteo Messina Denaro, latitante da 30 anni, è stato arrestato lunedì 16 gennaio presso la struttura sanitaria La Maddalena, a Palermo. La notizia ha fatto subito il giro del mondo, nel frattempo si è venuto a sapere che il boss era conosciuto sia nel presidio ospedaliero che nella zona sotto falso nome, agendo così indisturbato.

Matteo Messina Denaro: nessuno aveva avuto sospetti

Su La Verità è stato pubblicato un selfie, scattato in ospedale, in cui sono ritratti il criminale siciliano e un operatore sanitario. Il titolare della caffetteria San Lorenzo, nelle vicinanze, ha spiegato che tutti conoscevano l’ultimo dei Corleonesi, ma non avrebbero mai indovinato la sua vera identità. Per curarsi, il mafioso infatti ha un tumore al colon con metastasi al fegato, doveva percorrere 80 km da Campobello di Mazara, dove era situato il suo rifugio, alla clinica dove è stato preso dagli uomini dell’Arma.

Il paziente Matteo Messina Denaro era solito elargire regali come oli e prodotti gastronomici ai medici e alle infermiere e, qualche volta, anche agli altri malati con cui condivideva le lunghe ore di chemioterapia. Il malvivente, conosciuto da tutti con il nome di Andrea Bonafede, veniva descritto come una persona gentile che aveva accettato con dignità la diagnosi e le cure. Il criminale, contando sulla sua falsa identità, si scambiava persino messaggi in chat con gli altri degenti.

Ormai è un anno che l’ex primula rossa si cura presso La Maddalena a seguito del netto peggioramento delle sue condizioni di salute. Si è operato la prima volta nel 2020 e dall’anno scorso accede alle terapie grazie alle prescrizioni del suo medico di famiglia, adesso indagato. Attualmente il feroce boss, coinvolto anche nelle stragi che costarono la vita a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, si trova, presumibilmente, nel carcere de L’Aquila dove è stato preso in carico dai medici dell’Asl. Nei pressi c’è anche un ottimo centro oncologico che, viste le sue difficili condizioni di salute, potrebbe essere utile.

Le indagini proseguono

Ora le indagini si stanno concentrando anche su coloro che, per tutto questo tempo, hanno favorito la latinanza di questo assassino che si nascondeva in provincia di Trapani e nel cui covo sono stati trovati oggetti di lusso, vestiti firmati, profumi, ecc.. Nel frattempo il vero Bonafede sta facendo alcune ammissioni agli inquirenti.