Silvana muore di Coronavirus, il figlio denuncia: “Medico non ha voluto visitarla, temeva di contagiarsi”

Silvana muore di Coronavirus, il figlio denuncia: “Medico non ha voluto visitarla, temeva di contagiarsi”. Ecco cos’è successo

Silvana Fiore-Meteoweek.com

Silvana Fiore, 50 anni, operatrice socio sanitaria in una Rsa in Molise, è morta dopo aver contratto il Coronavirus. La donna si è spenta all’ospedale di Atri (Teramo), in Abruzzo. È il figlio Luigi Ricci a raccontare il calvario vissuto dalla madre:”A uccidere mamma non è stato il Covid, ma un’assistenza sanitaria che reputo tardiva“, spiega.

Leggi anche:—>Allarme influenza aviaria, in Giappone abbattuti 2,5 milioni di polli in 1 mese

La donna aveva contratto il Covid nella Rsa molisana in cui lavorava come Oss, dove era esploso un focolaio. “Abbiamo chiamato il nostro medico ma lui, senza nemmeno sapere se mia madre era positiva, si è rifiutato di visitarla, dicendo: ‘mi spiace ma non rischio di infettarmi’. E le prescrive un antibiotico generico e il cortisone”. 4 giorni più tardi la donna fa il tampone in una clinica privata e si scopre contagiata. Dopodiché, contatta il suo medico e gli spiega che fatica a respirare. “Il medico invece di venire a visitarla, le consiglia di andare in farmacia a comperare una bombola per l’ossigeno“.

Leggi anche:—>Bimba di 3 anni esce di casa durante la notte: ritrovata morta di freddo

Ma il 26 novembre Silvana peggiora e il marito chiama il 118: “I sanitari, dopo aver visitato mia madre, dicono che si trattava di un attacco di panico. E decidono, contro la nostra volontà, di non portarla in ospedale”. Il marito allora contatta i nipoti che lavorano all’ospedale di Castel di Sangro, prende l’auto nonostante il Dpcm, (l’Abruzzo era zona rossa) e si reca nel nosocomio. “Arrivati al pronto soccorso, ci mandano via perché, dicono, è una paziente di competenza Asl molisana. Papà, disperato, riprende la macchina e riparte verso casa. Ma durante il viaggio, mamma ha una forte crisi. Babbo rigira e la riporta all’ospedale di Castel di Sangro”. Stavolta però la donna viene fatta entrare. Il giorno dopo la trasferiscono all’ospedale San Liberatore di Atri, dove la intubano e dove purtroppo, 10 giorni dopo, è deceduta. “Nell’ospedale teramano hanno fatto di tutto per salvarla e ci hanno trattato con molta umanità“, chiosa Luigi Ricci.