Continuano le trattative per la risoluzione della crisi di governo. Roberto Fico cerca di mediare tra le richieste di vari partiti e potrebbe salire già oggi al Quirinale. Intanto, Sergio Mattarella insiste affinché non si blocchi il lavoro dei ministeri cui fanno capo crisi sanitaria e Recovery.

Un grande boato, un forte rumore, un accumulo di voci una sull’altra che, nel caos, cercavano di fare ordine. La dimissione delle Ministre renziane dall’ormai ex esecutivo ha aperto formalmente la crisi di governo e, dopo l’annuncio di Matteo Renzi, sono seguiti giorni di confusione e di tensione. Poi, piano piano, la frenesia – pur tristissima – dei primi tempi è andata scemando lentamente, lasciando spazio al silenzio. Cosa sta accadendo, in queste ore? A che punto eravamo? E dove siamo arrivati? La palla è lentamente scivolata da Giuseppe Conte a Sergio Mattarella; poi da quest’ultimo a Roberto Fico a cui è stato dato compito di “esplorare” – per dirla letteralmente – l’esistenza di una possibile maggioranza.
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Così, sono iniziate le trattative. Matteo Renzi insiste per arrivare al nuovo esecutivo entro la settimana e insiste anche sul Mes. Chiede subito un programma e un documento di sintesi e propone anche la bicamerale per le riforme, che sia guidata dall’opposizione. Si oppongono i Cinquestelle, che al contrario rilanciano sul reddito di cittadinanza, sul salario minimo, sull’equo compenso e su una riforma elettorale che reintroduca le preferenze. Fico cerca di mediare e potrebbe poter tornare già oggi al Quirinale, per dare risposta a Sergio Mattarella che, intanto, chiede di fare in modo di non bloccare i ministeri cui fanno capo crisi sanitaria e Recovery.
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Conte ter lontano, la crisi vicina
Ricapitolando, l’accordo sul Conte-ter sembra essere ancora lontano. Per questo, si ipotizza che Roberto Fico potrebbe fare un secondo giro di consultazioni con le delegazioni dei partiti prima di salire al Colle. Perplessità sul Conte-ter sono state espresse anche dal Parlamentare di Italia Viva, Ivan Scalfarotto: “Non sono così sicuro che sia certo un Conte ter, stiamo ancora discutendo”. Mentre il leader della Lega chiede con urgenza di avere risposte, richiamando la prospettiva voto. Paradossale, lo stallo al Governo paragonato alla situazione di caos e di crisi che vive l’Italia. Il Coronavirus non arretra, i vaccini sono stati bloccati, la crisi va avanti. Ieri, in Italia, sono stati registrati 7.925 nuovi contagi su 142.419 test. I morti sono stati 329 morti e il tasso di positività sale al 5,6%. Preoccupa la diffusione delle varianti, mentre da ieri tutta Italia è in zona gialla. Fattore che spaventa visti i numerosi assembramenti nel weekend che si sono verificati in tutte le grandi città. A questo, si aggiunge la crisi economica e la disperazione di migliaia e migliaia di lavoratori, ormai allo stremo.





