Usa, la Corte Suprema boccia proposta amministrazione Trump su pena di morte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:43

Bocciatura all’ultimo secondo per il tentativo dell’attuale amministrazione di introdurre nuovamente la pena di morte federale.

 

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato il tentativo dell’amministrazione Trump di riprendere le esecuzioni capitali a livello federale, dopo una moratoria durata sedici anni. La Corte ha negato l’applicazione urgente della misura chiesta dal governo, fermando di fatto le esecuzioni di quattro uomini, che erano programmate per le prossime settimane.

Il ministro della Giustizia William Barr aveva annunciato a luglio la ripresa delle esecuzioni capitali a livello federale, dichiarando che il governo federale intendeva giustiziare cinque condannati, tra i quali un suprematista bianco.

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Gli Stati Usa decidono individualmente se utilizzare la pena di morte nei propri ordinamenti giuridici mentre il sistema federale agisce separatamente. Attualmente, sono una ventina gli Stati che hanno messo al bando la pena di morte, mentre in altri le esecuzioni non vengono portate avanti da decenni. L’ultima esecuzione a livello federale risale al 2003.

Gia nei mesi scorsi si era parlato con insistenza della necessità secondo l’attuale amministrazione, guidata da Dondal Trump di tornare alle esecuzioni per mano del governo federale negli Stati Uniti. Dopo sedici anni senza che una pena capitale fosse portata a termine, il Ministro della Giustizia William Barr ordinò, già accennato, che cinque condannati venissero messi a morte nel giro dei prossimi mesi.
La pena capitale negli Stati Uniti è rientrata in vigore a livello federale dal 1988, dopo che la Corte Suprema l’aveva nei fatti messa al bando ovunque nel 1972 – e procuratori federali l’hanno chiesta in casi particolari quali massacri razzisti e attentati come le bombe alla maratona di Boston. Il governo federale aveva però nei fatti mantenuto una moratoria dal 2003 a oggi. Dal 1963, inoltre, secondo il Death Penalty Information Center soltanto tre condannati sono stati messi effettivamente a morte dalle autorita’ federali, un totale che verrà superato rapidamente dalla scelta di Barr.

Sotto l’amministrazione di Donald Trump la pausa nelle esecuzioni federali sembrava dovesse finire bruscamente. Le condanne dei cinque condannati “salvati” dalla Corte Suprema, avrebbero dovuto aver luogo nel penitenziario federale di Terre Haute in Indiana. Le pena di morte ha continuato invece a essere portata avanti senza interruzioni in anni recenti a livello statale, con oltre 200 esecuzioni in 14 stati dal 2010. Ventinove stati hanno ad oggi la pena capitale nel paese; 21 l’hanno abolita. Gli Stati Uniti hanno complessivamente messo a morte 25 persone nel 2018, settimo paesi al mondo in questa classifica e unico tra le grandi potenze occidentali.

 

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