Vittorio Feltri si difende: “Quel titolo non è opera mia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:45

Il direttore di “Libero” si difende dalle accuse ricevute dal sindaco di Roma Virginia Raggi, per un titolo apparso sul suo quotidiano.

Vittorio Feltri passa al contrattacco e replica a Virginia Raggi. Il direttore di “Libero” ha voluto rispondere al nuovo attacco a lui rivolto dal sindaco di Roma. Il motivo è presto detto: il titolo “Patata bollente“, utilizzato sul quotidiano diretto proprio dal giornalista lombardo. La Raggi avrebbe persino reclamato il rinvio a giudizio nei confronti dello stesso Feltri e di Pietro Senaldi, direttore responsabile.

“Avevo annunciato che avrei querelato il giornale e i suoi responsabili per diffamazione”, ha scritto in un post sul proprio profilo su Facebook il primo cittadino della Capitale. Raggi ha poi proseguito la propria comunicazione, rendendo nota la decisione presa dal Gup Di Catania. “È stato disposto il rinvio a giudizio nei confronti di Vittorio Feltri e Pietro Senaldi, andranno a processo per rispondere di diffamazione aggravata“. Un risultato considerato dalla Raggi come “un primo importante risultato per tutte le donne e tutti gli uomini che non si rassegnano a un clima maschilista”.

Non si è fatta attendere la replica da parte di Feltri, intervistato dai colleghi di Adnkronos. “Personalmente con la ‘patata bollente’ non c’entro e non penso di aver mancato di rispetto alla sindaca. Io ho scritto un pezzo dove mettevo in rilievo alcune contraddizioni, senza attacchi sul piano personale. Non posso parlare di un titolo che non ho fatto io e non posso risponderne io. Spesso mi arrivano querele come se fossi io il direttore responsabile”. Dunque Vittorio Feltri prova a mettersi alle spalle queste accuse, che per una volta coincidono anche con un’apparizione in tribunale.

Tra le altre cose, nella sua invettiva ‘social’, la Raggi non aveva esitato a menzionare altre donne illustri. Ad esempio Nilde Iotti, presidente della Camera dei Deputati recentemente ricordata per il ventesimo anniversario della sua morte. Un esempio di come il sessismo sia ancora una macchia presente, come si è visto in un paio di articoli apparsi pochi giorni fa su alcuni quotidiani. Tuttavia Feltri si difende da queste accuse, ritenendo più corretto giudicare, anche in un aula di tribunale, l’autore dell’articolo e chi ha utilizzato il termine “Patata bollente” nel titolo del suddetto testo.

Dunque non è una buona fine di 2019 per Vittorio Feltri, scopriremo se arriverà per lui anche la condanna.

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