I guastatori non rovineranno la festa delle sardine a Roma”. Parla Santori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:42

“Ci sono arrivati vari annunci di partecipazione dal mondo politico, artistico, culturale, e religioso. Ci fa piacere – ha detto Santori – perché l’obiettivo da sempre è metterci la faccia e uscire allo scoperto”.

intervista a santori
Il leader delle Sardine Mattia Santori

“L’obiettivo di radunare 100 mila persone è molto coraggioso ma nelle ultime settimane essere ambiziosi ha pagato” – ha detto Santori – Arriveranno persone da tutta Italia, “questo è bellissimo ma è Roma che perde o vince questa sfida”. I militanti di Forza Nuova o di Casapound “penso non verranno” ma in caso contrario “qualche decina di guastatori non riuscirà a rovinare la festa” poi “se vogliono partecipare ad una manifestazione antifascista in cui si canta ‘Bella Ciao’ organizzata da un ragazzo di colore che lotta per lo ‘Ius Soli’, hanno un problema interno”.

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La sardina numero uno, Mattia Santori, parla all’Agi mentre è in treno diretto a Roma dove in piazza San Giovanni andrà in scena l’attesissima manifestazione delle sardine, il primo appuntamento di rilievo nazionale a cui seguirà, il giorno dopo, una riunione tra tutti i referenti dei territori, circa 160 persone, per delineare le sfide future del movimento nato a Bologna in contrapposizione alla Lega e alle destre.

“Fare aggregazione, riappropriazione di spazi politici lasciati vuoti”, è la chiamata del ‘portavoce delle sardine, un messaggio in linea con le iniziative precedenti. No alle bandiere di partito, circa 90 minuti di scaletta con musica, letture, e spazio alla cultura. Annunciata la presenza di diversi artisti, scrittori o personaggi dello spettacolo (Giobbe Covatta, Alba Parietti, Dacia Maraini, Erri De Luca), politici e componenti della società civile e dell’associazionismo.

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Respinto al mittente, poi, il paragone, con la piazza San Giovanni dei ‘girotondini’ (14 settembre 2002) che segnò l’apice e allo stesso tempo il declino del movimento al grido di Nanni Moretti “non perdiamoci di vista” poi non raccolto.

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