Cannabis light, caos in Aula: i pentastellati attaccano la Casellati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:41

Due esponenti del Movimento 5 Stelle chiedono al presidente del Senato di dimostrare che la decisione di stralciare l’emendamento sulla cannabis light non è frutto di pressioni politiche. La risposta: “Fatevi un disegno di legge”.

senato cannabis light

Continua a lasciare strascichi polemici la decisione di stralciare l’emendamento sulla liberalizzazione della cannabis light. Il presidente del Senato Elisabetta Casellati ha comunicato il giudizio di inammissibilità delle norme su questa manovra. Molte situazioni erano rimaste in bilico e dipendevano dalla eventuale approvazione di questa manovra. Oltre alla questione sulla cannabis light, si è parlato anche di tobin tax e dello slittamento di due anni della fine del mercato tutelato per l’energia. Questo maxiemendamento ha ricevuto la fiducia da parte del Governo, stando a quanto è stato comunicato da Federico D’Incà. Il ministro per i rapporti con il Parlamento ha reso note tutte le norme da passare al vaglio.

I commi di questa manovra, stando a una prima occhiata, sarebbero quasi mille. Tuttavia, continua a far discutere la scelta della Casellati di bloccare tutto. Tanto che due esponenti del Movimento 5 Stelle hanno deciso di agire contro il presidente del Senato, chiedendole quasi una prova di autenticità. Si chiede alla Casellati di dimostrare che la decisione di stralciare questo emendamento non sia frutto di “pressione effettuata dalla sua parte politica“. La replica del presidente non si è fatta attendere e consiste nel fatto che questa sua decisione ha una matrice unicamente tecnica. Tanto che la stessa Casellati ha invitato i suoi “rivali” a fare un disegno di legge ad hoc, qualora ritenessero questa misura importante per la maggioranza.

Gli interventi previsti dalla Manovra, che conteneva anche il comma sulla cannabis light, rischia di prevedere una lunga serie di interventi. Tante le questioni da sistemare in questo lungo testo. Dalla tassa sulla plastica alla sugar tax, passando per la tassa sulla fortuna. E poi ci sono i tanto attesi interventi sulle accise sul costo del carburante.

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