“In albergo niente autistici”, Capodanno rovinato per 12 famiglie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:25

Un albergatore di Ferentino nega la disponibilità a dodici famiglie per la notte di Capodanno: troppe difficoltà a gestire i 10 ragazzi autistici che fanno parte del gruppo. Ma per le famiglie si tratta di discriminazione.

L’albergo Terme di Pompeo di Ferentino – www.meteoweek.com

La vicenda inizia circa un mese fa, con la prenotazione di 12 famiglie in un albergo della Ciociaria per la notte di Capodanno. Nulla di particolare, se non fosse che nel gruppo ci sono dieci ragazzi autistici, dai 12 ai 18 anni. Il direttore dell’albergo Terme di Pompeo – Fontana Olente di Ferentino in un primo momento riceve la prenotazione. Poi, venuto a sapere dei ragazzi autistici, cambia idea: Non abbiamo spazi adeguati, non siamo nelle condizioni di ospitarli”. La reazione delle famiglie è immediata: “Ci hanno discriminato perché abbiamo dei figli autistici“, ma l’albergatore, Giuseppe Poggiaroni, non ci sta: “Non siamo dei selvaggi. Se vogliono, dal 2 gennaio metto a loro disposizione tutto l’hotel”.

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Secondo Poggiaroni il “no” nasce dalla consapevolezza della situazione dei dieci adolescenti. Appena venuto a conoscenza della presenza dei ragazzi, il direttore si è consultato: con un insegnante di sostegno e con una collaboratrice, madre di un bambino autistico. Entrambi lo sconsigliano: i ragazzi autistici hanno bisogno di spazi adeguati e di un ambiente tranquillo. La musica, la confusione, i petardi potrebbero creare una situazione difficile da vivere per il gruppo di giovani e da gestire per lo staff dell’albergo. “Queste parole – spiega il direttore dell’hotel – mi hanno fatto subito riflettere. La confusione, i botti, la musica: ii certo non è l’ambiente ideale per ragazzi che, di contro, hanno bisogno di spazi propri”.

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Ma, a prescindere dalle spiegazioni, le famiglie hanno la percezione di avere subito una discriminazione: “Siamo famiglie che spesso trascorrono giorni insieme, quest’anno avevamo scelto la Ciociaria per il Capodanno. Siamo stati discriminati”. “Non volevamo assolutamente essere scortesi” conclude, e aggiunge: “Anzi, capisco perfettamente la presa di posizione dei genitori, e ribadisco che la nostra struttura è a loro disposizione per una giornata intera. Ma gestire 200 persone – l’hotel è tutto esaurito da 20 giorni – e garantire, al tempo stesso, un ambiente adeguato ai bambini disabili non è facile”.

 

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