Incidente sotto il mare: il Titanic torna a far parlare di sè

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:07

Un incidente tenuto segreto per mesi: un sottomarino privato ha urtato, nel mese di luglio, il relitto del celebre transatlantico affondato nel 1912. 

Una foto d’epoca del Titanic

Poteva essere una nuova tragedia, in cui il Titanic avrebbe avuto un ruolo dopo oltre un secolo dal suo affondamento. Per fortuna non è successo. La notizia comunque colpisce: nel mese di luglio un sottomarino ha urtato il relitto del celebre transatlantico reso celebre anche da un film di James Cameron del 1997.

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Sulla vicenda sarebbe addirittura in corso un procedimento penale: il relitto, che giace a 3.800 metri di profondità nell’Atlantico del Nord , è stato colpito da un sottomarino noleggiato dalla Eyos Expeditions: un tour operator con sede nell’Isola di Man, che organizza viaggi avventurosi di ogni tipo, spesso riservati a viaggiatori molto ricchi. L’incidente è avvenuto la scorsa estate: a causa di correnti oceaniche violente ed improvvise il pilota del sottomarino ha perso il controllo del mezzo, andando a colpire il relitto. A bordo anche alcuni scienziati della Newcastle University: non era solo un viaggio turistico, ma anche una spedizione scientifica.

Gli scienziati a bordo, tra l’altro, rivelarono anche alcune interessanti novità sullo storico relitto: ad esempio che la famosa vasca da bagno del capitano era scomparsa all’interno dei resti della nave, che apparivano sempre più deteriorati. Il capo della spedizione, Rob McCallum, ha confermato ai media che effettivamente ci fu un “contatto” con il Titanic: l’urto è avvenuto sulla fiancata di dritta a causa delle forti correnti oceaniche. Fortunatamente, i danni registrati sono stati di poca entità.

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Questa notizia è però diventata argomento di discussione legale all’interno del processo in corso proprio sul Titanic: ad oltre un secolo di distanza dall’inabissamento del transatlantico si sta discutendo, a suon di denunce, sul futuro del relitto. Il mese prossimo la Rms Titanic Inc, società Usa specializzata nel recupero di navi affondate, chiederà ad un giudice della Virginia il permesso per prelevare dai resti della nave alcuni oggetti, tra i quali un telegrafo Marconi: era definito la “voce del Titanic”.

Un immagine della prua del relitto del Titanic

La società statunitense è dal 1994 l’unica autorizzata dalla legge a rimuovere oggetti dal relitto: finora però non aveva mai dichiarato di volerlo realmente fare. Ad opporsi al progetto è la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), l’agenzia meteorologica statunitense che è anche responsabile della tutela dei relitti che giacciono sott’acqua: l’incidente dello scorso luglio entra di diritto in questo duro confronto. La Rms Titanic inc. accusa la Noaa di aver tenuto nascosto l’incidente.