Taika Waititi | Ancora polemica con Scorsese e i supereroi

Il regista neozelandese Taika Waititi non considera ancora chiusa la faida con Martin Scorsese in merito ai film sui supereroi

Taika Waititi | Il regista porta agli Oscar il suo Jojo Rabbit

Come sapete, il cineasta è attualmente in corsa agli Oscar con il suo nuovo film, Jojo Rabbit, una presa di coscienza ironica contro il regime nazista. Nella pellicola, che dirige, il regista interpreta l’amico immaginario del protagonista, un Adolf Hitler che vede solo il bambino su cui si focalizza la vicenda. Ma Waititi non è solamente il regista di esilaranti serie tv e lungometraggi.

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Recentemente ha diretto il terzo film del franchise di Thor per i Marvel Studios. E la sua visione, colorata e incredibilmente divertente, ha riportato in auge un personaggio che aveva molta potenzialità ma che non era stato sfruttato a dovere. Ovviamente lavorare con Kevin Feige e la gente della Casa delle Idee deve essere piaciuto davvero molto al regista, che tornerà per dirigere anche il quarto film, Thor: Love and Thunder.

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E di recente Taika Waititi ha deciso di tornare sull’argomento che qualche mese fa ha infiammato social e salotti: Martin Scorsese e la sua visione dei cinecomic. L’argomento è saltato nuovamente fuori in un tavolo di discussione di The Hollywood Reporter. C’erano, con lui, anche Kasi Lemmons, Anthony McCarten, Destin Daniel Cretton e Charles Randolph. Tutti professionisti del settore. Nonostante il roundtable risalga allo scorso novembre ecco cosa disse il cineasta.

Taika Waititi | Le parole del regista

“Sono d’accordo. Ha assolutamente ragione, l’ho sempre detto. No, in realtà non sono d’accordo. Avendo lavorato per i Marvel Studios pensavo che stesse parlando nello specifico dei film Marvel. Quindi so bene quanto lavoro c’è dietro la creazione di storie per quelle pellicole, quanto impegno c’è per le riprese e la post-produzione. Fondamentalmente, per lo studio, la storia è proprio l’aspetto più importante. Sai, alla fine della fiera, quel rettangolo [il logo Marvel] colpisce emotivamente le persone. E non importa se è roba troppo colorata. Magari è troppo colorato per lui. Forse i costumi degli eroi non sono abbastanza italiani.”