Primo caso Coronavirus in Italia. Il Ministero della Salute conferma

L’Istituto Superiore di Sanità ha comunicato alla task-force del Ministero della Salute “l’esito positivo del test di conferma su uno dei rimpatriati da Wuhan e messo in quarantena nella città militare della Cecchignola”. E’ il primo caso in Italia.

Allarme a Roma e in tutta Italia: c’è il primo caso di Coronavirus accertato e confermato dal Ministero della Salute. L’Istituto Superiore di Sanità ha comunicato alla task-force del Ministero “l’esito positivo del test di conferma su uno dei rimpatriati da Wuhan e messo in quarantena nella città militare della Cecchignola”. Il paziente è ricoverato all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma “con modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale”. Sarà modesto, per fortuna dell’uomo, ma è Coronavirus.

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L’Istituto precisa che il paziente ha avuto “pochi contatti con gli altri, era in stanza da solo”. L’uomo viveva a Whuan, è stato trasportato oggi dalla Cecchignola allo Spallanzani di Roma dove era in isolamento. “E’ il primo caso italiano ma era un italiano che viveva a Wuhan. Nel momento in cui si è deciso di rimpatriare i 56 italiani sono state prese tutte le precauzioni possibili proprio perchè non era una ipotesi da escludere. Credo che la possibilità di contagiare altri sia bassissima. Qui in Italia dobbiamo essere vigili e tenere altissima l’asticella della vigilanza. Anche se la battaglia vera si può vincere solo in quelle zone”. Lo ha detto il direttore del reparto Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza. Intanto restano critiche le condizioni dei due cinesi ricoverati da otto giorni. Per loro una terapia antivirale sperimentale.

 

Risultano dunque ancora critiche le condizioni della coppia di turisti cinesi, positivi al coronavirus e ricoverati da otto giorni. “I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, positivi al test del nuovo Coronavirus, continuano a essere ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche restano invariate, con parametri emodinamici stabili. La prognosi resta tuttora riservata” – si legge nel bollettino medico diramato dallo Spallanzani.

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Quanto alla terapia, i due “ricevono dal 4 febbraio terapia antivirale sperimentale. Tali farmaci sono indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili”. “Il lopinavir/ritonavir – spiegano i medici  – è un antivirale comunemente utilizzato per l’infezione da hiv che mostra attività antivirale anche sui coronavirus. Il remdesivir è stato ottenuto grazie alla disponibilità dell’azienda farmaceutica produttrice, attraverso una procedura effettuata tempestivamente grazie all’impegno del Comitato Etico del nostro Istituto, dell’Aifa, delle dogane, e dell’Usmaf di Milano Malpensa. Il remdesivir è un antivirale già utilizzato per la malattia da virus Ebola, ed è potenzialmente attivo contro l’infezione da nuovo coronavirus”.