Processo su Carola Rackete, il pm chiede una proroga

Da Agrigento arriva una richiesta di attesa per ulteriori sei mesi. Carola Rackete è indagata per la violazione dei primi Alt imposti dalla Guardia di finanza.

carola rackete

Potrebbe subire un ulteriore prolungamento la decisione sulle sorti di Carola Rackete. La capitana tedesca non ha ancora subìto il procedimento per la sua gestione della nave Sea Watch 3, con cui si è resta protagonista alcuni mesi fa. Del caso se ne sta occupando il Tribunale di Agrigento, ma la decisione degli inquirenti tarda ancora ad arrivare. L’episodio è avvenuto quasi un anno fa, a giugno del 2019, quando la Rackete speronò due motovedette della Guardia di Finanza situate ai confini delle acque italiane.

Tuttavia, dalla procura della città dei Templi arriva un’altra richiesta di rinvio sulla decisione nei confronti della capitana. Il pubblico ministero Gloria Andreoli, infatti, ha richiesto al giudice per le indagini preliminari una ulteriore proroga. Si parla di altri sei mesi richiesti per proseguire le indagini nei confronti di Carola Rackete. In particolare, sono due gli episodi sui quali potrebbe essere necessaria una integrazione delle indagini attualmente in corso.

La Sea Watch 3 condotta da Carola Rackete – meteoweek.com

In primis la notifica di arresto pervenuta nei confronti di Carola Rackete, ma si lavora anche sull’episodio più grave. Stiamo parlando ovviamente della violazione dei primi alt imposti dalle motovedette della Guardia di Finanza, in seguito speronate dalla Sea Watch 3 condotta dalla capitana tedesca. In quel caso, i finanzieri agirono su pressione dell’allora ministro dell’interno Matteo Salvini per vietare alla nave di avvicinarsi alle acque territoriali italiane. Ma alla fine, la Rackete riuscì a trasportare gli immigrati fino alla terra ferma del nostro Paese.

Ricordiamo che su Carola Rackete pendono diverse ipotesi di reato per le quali verrà giudicata. Si tratta di tre ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale, commesse tra il 12 e il 29 giugno scorso, ovvero finchè la Rackete non è stata arrestata. La capitana sarebbe indagata anche per danneggiamento e avrebbe a carico tre ulteriori ipotesi di resistenza o violenza a navi da guerra. Nel frattempo, però, da Agrigento si temporeggia anche per capire come agire nel migliore dei modi.