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Pizzo a Napoli, scattate le manette per il figlio di un capoclan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:23
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A Sant’Anastasia in provincia di Napoli è stato arrestato il figlio del Boss Perillo, i capi di accusa sono di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso

Sono accusati di avere estorto 2mila euro, nel dicembre del 2018, a un imprenditore impegnato ad eseguire con la sua ditta lavori a Sant’Anastasia (Napoli): i carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Castello di Cisterna, nel pomeriggio di ieri, hanno arrestato, con l’accusa di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso, Ciro Perillo, figlio di Gerardo Perillo, boss del clan Perillo-Panico, e Giovanni Angelo Rea, ritenuti rispettivamente il mandante e l’esecutore materiale della richiesta di “pizzo”, “per aiutare le famiglie dei detenuti”.

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Il gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA partenopea, ha disposto la custodia cautelare in carcere (nell’istituto penitenziario di Secondigliano) per Ciro Perillo e gli arresti domiciliari per Rea.

L’arresto è l’esito di lunghe indagini

Il provvedimento cautelare in questione giunge all’esito di articolata indagine – coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli e condotta dalla Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna – che ha permesso di confermare il ruolo di elemento apicale in seno al clan “Perillo-Panico”, operante nel comune di Sant’Anastasia, di Ciro Perillo, alias “o’ cantiniere”, figlio di Gerardo Perillo, vertice del citato sodalizio criminale.

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E’ stato documentato il ruolo degli indagati, in relazione ad un episodio estorsivo consumato nel dicembre 2018 in danno di un imprenditore edile di Somma Vesuviana, in quel periodo impegnato nell’esecuzione di alcuni lavori nel territorio di Sant’Anastasia. E’ stato appurato, inoltre, che la condotta è stata posta in essere dietro il pretesto di sostentare i detenuti. Gli inquirenti hanno infine ricostruito che la somma di danaro estorta ammontava a circa 2000 euro, richiesti in contanti.