Coronavirus l’incubo continua: nuovi focolai in Corea e Iran

L’allarme per il coronavirus ormai è globale. I casi in Italia sono solo gli ultimi di una serie: il contagio è ormai allargato, non è più una emergenza cinese.

 

Ormai non è più un problema cinese. Il coronavirus, il Covid-19, è una emergenza mondiale. Focolai di contagio preoccupanti si allargano ad altri paesi, innanzitutto asiatici. Il caso più significativo è quello della Corea del Sud, che fino a due giorni fa sembrava coinvolta marginalmente dall’allargarsi della pandemia. Nelle ultime ore invece le autorità di Seul hanno confermato cento nuovi casi, portando il totale a 204. La Corea è quindi il secondo Paese per incidenza della malattia dopo la Cina, escluso il focolaio a bordo della nave Diamond Princess.

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A Seul il numero più elevato di contagio si è registrato tra i fedeli di una congregazione religiosa nella città di Daegu: è stato imposto ai cittadini di non muoversi dalle case. Allarme anche in Giappone, dove malati a bordo della Diamond Princess sono stati fatti sbarcare: dubbi sui reali effetti della quarantena a bordo. Allarme anche in Iran, dove dopo i primi due morti sono stati dichiarati altri tre contagi: si teme che il conto possa aumentare in breve tempo.

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A Wuhan, focolaio dell’epidemia, è morto un altro medico. Si tratta del dottor Peng Yinhua, 29 anni, che si era ammalato mentre provava disperatamente a contenere l’epidemia in prima linea. Secondo la stampa, il medico aveva addirittura rimandato il matrimonio per dedicarsi al suo lavoro. Migliaia di medici sono stati contagiati finora, almeno altri sei sono morti. Emergenza nell’emergenza: in Cina si registrano anche 512 casi registrati all’interno di quattro penitenziari, due nello Hubei, uno nello Shandong e uno nello Zhejiang. I responsabili delle strutture detentive sono stati rimossi e puniti.