Costarica: dirigente indigeno ucciso dagli usurpatori delle terre

Un dirigente indigeno è stato ucciso in Costa Rica in uno scontro armato con un gruppo di usurpatori di terre a Térraba, nella zona del Potrero Grande.

In Costarica si uccide ancora per occupare le terre degli indigeni. E’ successo in uno scontro armato con un gruppo di usurpatori di terre a Térraba, nella zona del Potrero Grande di Buenos Aires della provincia di Puntarenas: un dirigente indigeno è stato ucciso. Lo scrive il quotidiano La Nacion di San José. La sparatoria è avvenuta lunedì sera e l’uomo, Jehry Rivera, è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco durante uno scontro fra un gruppo di indigeni e una banda di ‘finqueros’, come sono chiamate le persone senza scrupoli che occupano le terre costaricane.

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La polizia, giunta sul posto per separare i contendenti, ha confermato l’esistenza di una vittima, Rivera, mentre un uomo è stato ricoverato con ferite da machete ad entrambe le gambe. Il commissario Edwin Miranda, direttore regionale della Forza pubblica, ha sostenuto che “l’incidente è avvenuto all’improvviso, provocato a quanto sembra dall’incendio in un terreno, seguito da una vera e propria battaglia campale”. Lo stesso Miranda ha poi detto che un uomo, identificato come Varela, si è presentato volontariamente alle autorità di polizia, accollandosi la responsabilità dell’accaduto, al termine di una dettagliata ricostruzione. Il presidente della repubblica, Carlos Alvarado Quesada, ha condannato via Twitter la morte di Rivera, rammaricandosi per la situazione di violenza manifestatasi negli ultimi giorni nella comunità di Térraba. L’assassinio è avvenuto a meno di un anno dall’uccisione a colpi d’arma da fuoco, nella stessa provincia di Puntarenas, di Sergio Rojas Ortiz, esponente di spicco del popolo Bribri, una delle otto etnie ufficialmente riconosciute in Costa Rica.