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Coronavirus, il prof. Giorgio Palù “L’Italia si è fatta male da sola, ora il mondo ci evita”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:00
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Intervista a Giorgio Palu’, Direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare Università degli Studi di Padova e presidente uscente della società europea e italiana di Virologia. 

Partiamo dalla fine perchè Giorgio Palù è esausto: Mi metto in quarantena, non ne posso più di sentire parlare di coronavirus da persone che non sanno quello che dicono. Ne parlano sociologi politologi, massaie. Lasciamo parlare il virus e fra due settimane ne sapremo molto di più, abbiamo già 3 prototipi di vaccino pronti. Lasciamo parlare il virus, basta con le fantasìe” E allora lasciamo che siano gli esperti, quelli veri, a parlarne. La gente si chiede, fra tanto frastuono, che origine abbia avuto il Covid-19 e se tutto davvero è nato da un pipistrello cucinato. “La sequenza di questo virus isolata dal primo paziente cinese – risponde Palù – è identica al 95% al coronavirus presente nel pipistrello e assomiglia al 70% al virus della Sars, anche questa originata dal pipistrello: non è chiaro chi sia l’ospite intermedio ma si è trasmesso da animale a uomo anche se non abbiamo la certezza che tutto sia nato nel mercato di Wuhan. Per la Sars era stato subito individuato il paziente zero”.

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Si parla di mortalità globale vicina all’1% ma in Italia si parla del 3%, da che parte sta la verità?

“Le persone colpite saranno molte più di quelle che conosciamo oggi. Non possiamo ancora fidarci dei casi italiani che indicherebbero una mortalità del 3% perché i casi sui quali ragionare sono troppo pochi. Non sappiamo ancora qual’è stata la portata dell’infezione in Cina e da noi. Un tasso di mortalità dell’1% sarebbe di dieci volte superiore a quello dell’epidemia d’influenza stagionale.

Ma se la mortalità è all’1% allora perché  è stato lanciato un allarme tanto forte da mettere in ginocchio l’economia mondiale?

“Questo è un virus nuovo – replica l’esperto virologo – che non ha mai incontrato l’umanità quindi l’umanità è totalmente scoperta dal punto di vista della risposta immunitaria. E’ un virus con potenzialità pandemiche”. La gestione dell’emergenza: chiusura voli, scuole, chiese, ma anche l’invito a non allarmarsi, sembra un paradosso.

“L’italia non si è comportata bene – sottolinea Palù – l’informazione deve essere obiettiva parlare di fatti non ne possono parlare tutti. Io ne conosco due di esperti: Piero Angela e Luciano Onder, eppure ne parlano tutti è diventato un talk show. In Italia – prosegue – prima si è sottovalutato il problema dopo si è politicizzata e ideologizzata l’epidemia dicendo che non potevamo discriminare i bambini cinesi anche se si parlava di isolamento fiduciario, si è perso tempo, non mi faccia commentare.

Il mondo sta chiudendo le porte agli italiani. E’ la conseguenza della pubblicità che ci siamo fatti sottolinea il prof. Palù: “El Salvador, Iraq, li mai sentiti questi paesi? Ci siamo fatti mettere in quarantena dagli altri per fare i primi della classe”

Ce la faremo a reggere con il sistema sanitario che sta spendendo milioni in tamponi?

“Se facciamo i tamponi a tutti visto che costano 200 euro, non sarà facile, dobbiamo farli solo a chi ne necessità”. Un altro dato confonde l’opinione pubblica: se è vero, come è stato dimostrato dai numeri, che i pazienti più a rischio di contagio sono gli anziani, è altrettanto vero che il paziente 1 di Codogno ha 38 anni e ora anche i minori contraggono il virus. E’ un virus che conosciamo da 2 mesi – risponde il Professor Palù – su oltre 90 mila infetti in Cina, solo 900 sono bambini. Non lo conosciamo, lasciamo parlare la scienza e se ha colpito un 30enne la statistica non si può fare su piccoli casi”. L’opinione pubblica vuole sapere quanto potrà durare questa emergenza. “Ci sono tre possibilità – spiega Palù – Potrebbe essere pandemica ma la finestra si sta chiudendo ed è improbabile, si può spegnere con la stagionalità come in Cina, conosciamo altri 4 coronavirus già da migliaia di anni e sono presenti stagionalmente senza essere letali, quindi la terza ipotesi può essere che un virus così contagioso abbia interesse come tutti i virus a permanere diminuendo la virulenza”. 

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Professore, se fosse lei governatore di una regione dove ritornano 2500 persone dal capodanno cinese deciderebbe per loro un periodo di isolamento?

“Assolutamente sì, l’isolamento è necessario per chiunque arrivi da Wuhan e di qualunque nazionalità”. Sembra che il Covid-19 sia arrivato anche in Africa. “L’Africa è dominio coloniale cinese, alcuni paesi usano persino la loro moneta, ci sono milioni di cinesi nella zona equatoriale e sub equatoriale, Kenya, Tanzania, Sud Africa ecc. Purtroppo in Africa la capacità diagnostica è molto bassa, esistono solo 4 laboratori in grado di fare test e ricerche. Ma in Africa piu di 10 milioni hanno l’aids, e poi hanno la malaria, la tubercolosi. Qualche caso sta emergendo ma pochi perchè in loro soccorso c’è il clima che è ben diverso: sono le temperature piu basse ad essere pericolose per i virus polmonari”.

Proviamo a pensare di ritrovarci fra un anno, e a ragionare su quale scenario potremmo ritrovarci.

“C’è la possibilità che il virus si estingua. Speriamo che i cinesi abbiano dismesso certe pratiche di alimentazione, anche se l’uomo non smetterà comunque di modificare l’ambiente. L’uomo si è preso la nicchia ecologica che era propria animali selvatici e il cambiamento climatico ci porta nuovi vettori come zanzare  e zecche mai viste prima”. E qui Palù fa l’ennesima sottolineatura importante: “Con i cambiamenti climatici sta arrivando anche in Europa il virus ‘dengue’ è virale si trovava soprattutto nella zona sub tropicale del mondo con 500 milioni di infetti ma potrebbero in breve tempo diventare 3 miliardi e 50 mila persone muoiono ogni anno. In Europa ci sono già stati dei casi in Portogallo, nelle Camargue e in Croazia. Dunque possiamo dire tranquillamente che ‘trionfa la vita’. “Chissà per quanto”.