Latitante arrestato grazie alle misure emergenza coronavirus

Cesare Antonio Cordì, latitante ed esponente della ‘ndrangheta, è stato arrestato grazie alle misure restrittive imposte dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Latitante arrestato
(Photo by GUILLEM SARTORIO/AFP via Getty Images)

A Bruzzano Zeffirio, un paese in provincia di Reggio Calabria, è stato arrestato Cesare Antonio Cordì. Questi era un latitante ed esponente di rilievo della ‘ndrangheta di Locri. L’operazione è stata portata avanti dai carabinieri delle compagnie di Bianco e Locri. Insieme a loro, hanno partecipato all’arresto anche il team dei “Cacciatori d’Aspromonte”. Secondo le prime ricostruzioni, il latitante è stato scoperto grazie alle norme messe in atto dal governo per contrastare l’emergenza coronavirus.

Cordì era già riuscito a sfuggire alla cattura durante l’operazione denominata “Riscatto”. Questa era stata portata avanti dalla compagnia di Locri nello scorso agosto. Questa volta però, le forze dell’ordine gli hanno impedito di utilizzare gli ingressi secondari per fuggire. Le indagini sono state coordinate e dirette dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai sostituti procuratori Giovanni Calamita e Diego Capece Minutolo. A carico dell’ormai ex latitante Cordì è stato emesso un provvedimento di custodia carceraria. Attualmente, risulta indagato per trasferimento fraudolento di valori. Un’accusa inoltre aggravata in quanto effettuata al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui faceva parte. Allo scopo di eludere lo Stato per quanto riguarda le disposizioni in materia di misure di prevenzione matrimoniali, Cordì aveva intestato alla moglie la titolarità di un esercizio commerciale. 

Le indagini sono ancora in corso

Risultano ancora in corso le indagini per cercare di ricostruire e rintracciare la rete di persone che ha permesso a Cordì di rimanere latitante per tutto questo tempo. Gli investigatori dell’Arma dei carabinieri erano sulle sue tracce già da settembre scorso. Cordì è considerato dalle forze dell’ordine l’attuale reggente della cosca di Locri. È stato rintracciato ed arrestato nella tarda serata di ieri. Si trovava nascosto all’interno di una casa che sembrava in apparenza disabitata.

Latitante arrestato
(Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

A causa delle misure restrittive imposte dal governo, Cordì era stato costretto a lasciare il suo rifugio per andare a fare la spesa. Nel momento in cui hanno avuto la certezza che Cordì si trovasse dentro quell’abitazione, i carabinieri sono intervenuti, e questa volta l’uomo non è riuscito a farla franca.

Seppur senza la sua cattura, l’operazione “Riscatto” condotta nell’agosto scorso, aveva comunque inflitto un duro colpo agli affari della cosca di Locri. Gli investigatori ci hanno inoltre tenuto a sottolineare l’importanza del profilo economico di Cordì all’interno del clan. 

Le parole del Sottosegretario alla Difesa

Angelo Tofalo, Sottosegretario alla Difesa, ha pubblicato una nota per rivendicare l’arresto del latitante.

Latitante arrestato
(Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)

Nella nota in questione, afferma: “La lotta alla criminalità organizzata continua senza tregua anche in condizioni di grave emergenza come quelle che stiamo vivendo in queste ore. La notte scorsa infatti i Carabinieri dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, con il supporto dell’Arma territoriale di Locri, hanno arrestato Cesare Antonio Cordi’, esponente di spicco della ‘ndrangheta”. Tofalo ha poi aggiunto il fatto che Cordì sia stato catturato proprio grazie alle misure introdotte in Italia da pochi giorni, che hanno reso il nostro paese zona rossa.

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Il Sottosegretario alla Difesa ha infine ringraziato tutto il personale dell’Arma, che continuando a svolgere il loro lavoro con diligenza ed impegno, rendono ogni giorno il nostro territorio più sicuro.