Coronavirus. Immunodepressa con febbre: “chiedo solo un tampone, come ai Vip”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:42

E’ il disperato appello di Giorgia Benusiglio, che da adolescente aveva subito un trapianto di fegato dopo aver rischiato di morire per una pastiglia di ectasy. Da allora ha dedicato la sua vita a parlare con i giovani del pericolo  droghe.

La vita la stava per perdere quando era giovanissima. Per colpa di una pastiglia maledetta. Si salvò ma le rimasero i segni di un errore gravissimo di gioventù. Giorgia Benusiglio ha un fegato nuovo, è immunodepressa. E oggi deve di nuovo lottare per la vita. Forse è malata di coronavirus. Ma non lo può sapere, perchè nessuno vuole farle il tampone. Solo i sintomi sono chiari: febbre e difficoltà a respirare. Giorgia non ci sta, è abituata a parlare in pubblico, è stata più volte ospite di trasmissioni televisive per la sua storia di rinascita e per le sue parole lanciate ai giovani contro l’uso di quelle droghe che stavano per ucciderla. Oggi lancia un appello per denunciare la sua situazione. “Ho chiamato il numero verde che mi ha dirottato al l 112, a sua volta il 112 ci ha fatto chiamare la ATS che mi ha detto di chiamare la guardia medica – racconta Giorgia. Una volta contattata la guardia medica, ha cominciato a prescrivere (senza chiedere alcun tipo di informazioni sulla mia storia clinica, se fossi allergica a farmaci, se già usassi medicinali, per non essere vittima di controindicazioni) una serie infinita di farmaci tra cui Aulin e Tachipirina per 2 volte al giorno per 6 gg. Un antibiotico a libera scelta, come l’Augmentin e qualcosa per la tosse, o Fluimicil o Bisolvon e un broncodilatatore. Nessuna ricetta, diceva che erano tutti farmaci da banco.

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La storia di Giorgia, malata, alla ricerca disperata di un tampone per il coronavirus

Il mio compagno che stava parlando con il medico gli ha fatto notare che per Aulin e Augmentin ci vuole la ricetta. La risposta è andare in farmacia, e se il farmacista avesse fatto dei problemi poteva contattarlo telefonicamente. Tenendo conto che ero potenzialmente contagiata dal covid andare in farmacia sarebbe stato pericoloso per gli altri – spiega Giorgia. Tutto ciò non mi convinceva e ho chiamato i medici del Niguarda che mi seguono come trapiantata che mi hanno vietato di assumere quanto prescritto perché sarebbero stati farmaci dannosi per me. All’inizio i  sintomi del coronavirus – continua – sono molto simili a quelli di una brutta influenza. Capisci che si tratta di una piuttosto che dell’altra solo quando il quadro clinico peggiora e può accadere nel giro di poche ore, solo allora se il tuo saturimetro (misura ossigeno) è sotto i 90 e i polmoni sono già compromessi… ti vengono a prendere in ambulanza, ti fanno il tampone e ti ricoverano. Ma per lei e per migliaia di altre persone, non c’è tampone, mentre ai personaggi ‘importanti’ come calciatori, politici etc. è stato fatto anche se erano asintomatici. “Viviamo in uno stato con la più alta tassazione di tutta Europa. la sanità è per tutti – protesta Giorgia Benusiglio – non dovrebbero esistere pazienti di serie a e pazienti di serie b. Così non andrà tutto bene!”