Coronavirus, dagli Usa appello della Peta: “Stop a mercati di animali vivi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:02

Dagli Usa appello della Peta sul coronavirus: “E’ il momento di dire basta ai mercati di animali vivi”. L’organizzazione aggiunge: “Bisogna sollecitare l’Oms su questo tema delicato”

cina animali selvatici
Mercati di animali di nuovo aperti in Cina

Peta chiede di sollecitare l’Organizzazione mondiale della sanità affinché faccia chiudere i mercati di animali vivi per prevenire ulteriori pandemie. È questo il senso della richiesta della People for the ethical treatment of animals, l’organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali. Oggi è stata lanciata una campagna di questo tipo a livello mondiale affinché le malattie mortali trasmesse da animali vengano eliminate alla fonte.

Oltre alle richieste delle affiliate all’organizzazione, Peta Stati Uniti ha inviato una lettera al direttore generale dell’Oms mettendo in evidenza quanto segue. “I mercati stipati di animali malati e stressati – spiegano – possono essere e continuare ad essere terreno fertile per le malattie mortali. Si tratta di quando, non di se, si verificherà la prossima pandemia. Fino a che i mercati di animali vivi possono continuare a mettere in pericolo sia gli esseri umani che altri animali – ha affermato la fondatrice di Peta, Ingrid Newkirk – Peta sta esortando l’Oms a fare il passo di buon senso. Occorre quindi chiedere la chiusura di queste attività pericolose”.

“Questa carne contiene agenti pericolosi per la salute”

Secondo l’organizzazione animalista, “oltre a comportare un alto rischio di contaminazione da agenti patogeni, tra cui e-coli, campylobacter e salmonella, è una carne comunque sconsigliata. Non contiene fibre ed è ricca di grassi saturi, colpevoli di ostruire le arterie, e colesterolo. Ogni persona che diventa vegana riduce il proprio rischio di sviluppare malattie cardiache, obesità, cancro, ictus e numerosi altri problemi di salute, e salva ogni anno quasi 200 animali da una vita di sofferenza e da una morte terrificante”.

Leggi anche –> Coronavirus. Rischio contagio rifugiati e comunità, l’Unhcr non si arrende

Leggi anche –> Immunodeficienze primitive, cosa sono? Arriva guida sui 10 campanelli d’allarme

Ma in Cina i mercati riaprono

Tutto sembra essere tornato alla normalità in Cina. Anche quando si parla, dunque, di mercati. Girando per le bancarelle, si vedono nuovamente gabbie piene di cani e gatti stipati e in attesa di macellazione, che viene effettuata all’aperto senza alcuna norma igienica. Non è un brutto incubo ma una triste realtà che a prescindere dall’orrore che può provocare in ognuno di noi, è stata la fonte da cui si è scatenato il Covid-19 che sta mettendo in ginocchio il mondo. La Cina aveva ordinato la chiusura dei suoi “mercati bagnati” a gennaio. Erano emerse prove inequivocabili sul passaggio agli esseri umani del coronavirus tramite pipistrelli e altri animali vivi venduti nei mercati.

Si chiamano mercati bagnati poichè il sangue degli animali macellati, spesso viene bevuto come prelibatezza. Scorre a fiumi per le strade dei mercati attirando insetti di ogni genere, e creando situazioni igieniche facilmente immaginabili. Ora che la Cina afferma di aver fermato il virus, i mercati hanno ripreso gli affari come al solito, incuranti del pericolo che questo può portare. E la stampa estera comincia a preoccuparsi. “Tutto è tornato come prima, è pericoloso ed incosciente”.