Il commissario della Protezione Civile Angelo Borrelli
Il commissario della protezione civile spiega perché se si rispetta un corretto isolamento e una giusta distanza, la mascherina può avere anche un peso relativo.
Uno dei grandi argomenti di discussione nell’ambito della prevenzione dal coronavirus è stato l’uso delle mascherine. Con il passare delle settimane abbiamo imparato a usarle, a fabbricarle in casa con tovaglioli di carta sterili o addirittura con vecchie lenzuola sterilizzate dalla mamma con l’acqua bollente. Chi le comprava ha saputo distinguere tra i vari modelli, che sono molti. Abbiamo anche scoperto che l’Italia, le mascherine non le produce più da un pezzo e in un momento drammatico come questo è stato uno dei gravi momenti di crisi nel nostro paese.
Molte regioni si sono dovute adattare e hanno cercato di dare fondo a tutte le proprie pubbliche relazioni: gemellaggi, amicizie, rapporti personali tra imprenditori. Centinaia di migliaia di mascherine sono arrivate in Italia dalla Cina, dalla Thailandia, dal Giappone e anche dagli Stati Uniti. Ma ci sono stati anche casi limite, piuttosto gravi, come quando negli ospedali della Lombardia sono state recapitate delle mascherine del tutto inadeguate. Erano il frutto, a quanto pare, di qualche sequestro da parte del NAS il nucleo antisofisticazione dei Carabinieri, ed erano state realizzate con della carta igienica. In definiva l’argomento mascherine e stato uno dei più dibattuti perché è stato anche uno dei punti deboli della catena di difesa del nostro paese sotto l’aspetto dei dispositivi di protezione.
Ma le mascherine in definitiva, erano davvero necessarie e sempre e comunque? E soprattutto quante ne servono adesso, visto che si parla di decine di milioni di mascherine usa e getta per il prosieguo dell’emergenza sia nella Fase 2 che nella Fase 3? A rispondere è il commissario della protezione civile Angelo Borrelli che, in conferenza stampa, la mascherina non la usa: “Io ho deciso di non usare la mascherina e non per spregio nei confronti di chi ne fa uso e ne ha necessità, ma semplicemente perché la mia prima regola è quella di mantenere la distanza e cercare di rispettare al massimo questa indicazione. Se uno segue già questa regola con la massima attenzione, la mascherina può anche non essere necessaria”.
Ci sono poi anche altre teorie: e cioè che le mascherine servono soprattutto se uno ha, o presume di avere, un problema di carattere virale. Potrebbe anche non trattarsi di coronavirus, ma di un semplice raffreddore. La mascherina trattiene i germi. La mascherina serve davvero a chi è sano? Probabilmente no, ma è un’abitudine che garantisce sicurezza: gli americani l’hanno definita la coperta di Linus. Serve anche per far capire ai tuoi interlocutori che sei a contatto con qualcuno, in casa tua, che ha un sistema immunitario debole e di conseguenza deve essere difeso. Perché alla fine, la realtà, è che le cose non le facciamo solo per noi stessi ma anche per chi sta con noi e ci vive intorno.
Sulla questione mascherine obbligatorie Borrelli è abbastanza categorico: “In questo momento le emergenze sono tante e la mascherina è soltanto una delle molte. La cosa più importante è rispettare la quarantena, comportarsi in modo logico e di buon senso mantenendo le distanze di sicurezza da chiunque anche all’interno della propria stessa abitazione e con i propri stessi familiari”.
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