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Coronavirus, Usa: il bilancio si aggrava, 1783 morti in un giorno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:46
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Secondo i dati della Johns Hopkins University gli Stati Uniti avrebbero registrato altri 1.783 decessi da coronavirus in 24 ore.

Coronavirus, Usa: il bilancio si aggrava, 1783 morti in un giorno – meteoweek

Il bilancio delle vittime americane si fa sempre più drammatico: ogni giorno si realizza uno sconvolgente numero di vittime. Siamo arrivati a 1783 morti in 24 ore, i dati sono della Johns Hopkins University. L’ultimo calcolo porta a 16.478 il numero totale di morti registrate negli Usa, il paese più colpito al mondo dalla pandemia dopo l’Italia. Per due giorni consecutivi – martedì e mercoledì – il Paese ha registrato quasi 2.000 decessi in 24 ore, i peggiori rapporti giornalieri al mondo dall’inizio dell’epidemia. Il lockdown oltretutto non è totale ma circoscritto solo ad alcuni Paesi. In Italia è stato prorogato fino a maggio, Conte stesso ha parlato ieri. In America ogni governatore decide per sé e questo oltre a provocare il caos sta generando delle tensioni con il governo centrale. Larry Hogan, 63 anni a capo del Maryland, ha detto al Washington Post: «C’è una continua frizione con la Casa Bianca, perché ci dicono che le cose che ci servono sono disponibili, ma non sono disponibili». Trump ripete che sono stati largamente distribuiti i tamponi. Hogan, intervistato da una radio locale, ha smentito: «Non è vero». La situazione sembra sempre più instabile, tanto che il tycon ha iniziato a sferrare attacchi generalisti.

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A cominciare dall’OMS, rea, secondo lui, di essere molto iniqua e non aiutare tutti allo stesso modo. Donald Trump torna all’attacco dell’Oms per la risposta al Coronavirus. «Avvieremo un’inchiesta e faremo le nostre determinazioni. Tutti i Paesi devono trattati in modo appropriato». Nonostante questo e i bilanci della sanità il Presidente sembra già proiettato alla fase 2: «Abbiamo imparato molto, possiamo essere più forti di prima. Ricostruiremo il paese, questo incubo finirà presto. Per far ripartire gli Usa dobbiamo essere certi che la curva dei casi sia in discesa ma avverrà prima di quanto non si pensi. Sulla tempistica mi affiderò molto al parere degli esperti. Quanto alle modalità di riapertura, lo possiamo fare per fasi o per zone, vedremo. Sarebbe bello poter riaprire in un colpo». In Italia dove la situazione è sicuramente più stabile, la fase due sembra ancora un miraggio. Il nuovo decreto a rimandato la decisione delle riaperture all’inizio di maggio e c’è da chiedersi se questa, quella del 2020, sarà un’estate come tutte le altre. La risposta è certamente no.