Fase 2, Cacciari: “perché dobbiamo essere trattati da bambini cretini?”

Il filosofo Massimo Cacciari, in un’intervista su Rai Radio 1, ha criticato i provvedimenti emanati dal governo per la Fase 2 e si è chiesto del perché i cittadini sono trattati come bambini.

Fase 2, Cacciari- perché dobbiamo essere trattati da bambini cretini? (Getty) - meteoweek.com
Fase 2, Cacciari- perché dobbiamo essere trattati da bambini cretini? (Getty) – meteoweek.com

Il filosofo ed ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari è stato ospite della trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, in onda su Rai Radio 1 e condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, e si è mostrato molto critico nei confronti del governo rispetto alla gestione dell’epidemia di Coronavirus e in particolar modo della Fase 2. Secondo il filosofo la riapertura non ha portato a cambiamenti sostanziali, soprattutto rispetto alla convivenza con il virus e dato che il lockdown è in sintesi rimasto come nella fase precedente, con l’obbligo delle autocertificazioni e la limitazione agli spostamenti. Massimo Cacciari si è, infatti, chiesto: “perché dobbiamo essere tratti da bambini cretini?“, sottolineando l’aberrazione del concetto “affetti stabili”, formula che ha creato non poche discussioni negli ultimi giorni. A riguardo Cacciari ha affermato: “È una perla, è la distruzione di ogni forma giuridica“.

Sul concetto di “affetto stabile e di congiunti” era già intervenuto nella stessa trasmissione il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, che ai microfoni di “Un giorno da pecora” aveva messo in risalto che le formule utilizzate dal governo nel decreto sulla Fase 2 erano volutamente ambigue.

Il filosofo non si è poi lasciato sfuggire l’occasione di ironizzare sul premier Conte, che in base alle dichiarazioni del suo portavoce Rocco Casalino, si prenderebbe cura della sua capigliatura da solo e in modo quasi maniacale. In effetti i due conduttori hanno ricordato al filosofo, in maniera scherzosa e al tempo stesso provocatoria, che precedentemente alla quarantena Cacciari aveva raccontato di essere solito tagliarsi i capelli da solo da circa 60 anni: “lo faccio da quando avevo 16 anni. Uso un pettine-lametta che in due minuti ti permette di tagliarti i capelli. È semplicissimo. Si risparmia un’ira di Dio, di tempo e di denaro“. Così in risposta ai due conduttori Cacciari ha concluso: “anche Giuseppe Conte si taglia i capelli da solo come me? E’ molto più bravo però. Chi vede me riconosce subito che me li taglio da solo, se guardi il premier Conte non si direbbe…“.