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Trump prenota milioni di dosi del vaccino inglese creato con Pomezia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:20
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Trump prenota milioni di dosi del vaccino inglese creato con Pomezia. Prime consegne previste per il mese di settembre 2020

Trump prenota milioni di dosi del vaccino inglese (creato con Pomezia)
Trump prenota milioni di dosi del vaccino inglese (creato con Pomezia) (Photo by Alex Wong/Getty Images)

Dalle ultime notizie provenienti dall’Inghilterra arrivano notizie incoraggianti. Sembra infatti a settembre, secondo quanto dichiarato dall’azienda inglese AstraZeneca le prime consegne del vaccino potrebbero avvenire nel mese di settembre 2020. La società ha già portato a termine i primi accordi per produrre 400 milioni di dosi del possibile vaccino. L’impresa ha inoltre garantito la produzione di un miliardo di dosi entro il 2021. Il suddetto vaccino è in lavorazione in collaborazione con l’Università di Oxford e con l’italiana Irbm di Pomezia. L’azienda ha fatto sapere di aver aperto un dialogo con l’Oms per distribuire in modo ampio ed equo il vaccino in tutto il mondo. Lo scopo è quello di garantire una diffusione globale. Tuttavia c’è massima prudenza su questo argomento. L’azienda fornirà al Regno Unito, tra i Paesi più colpiti dal Coronavirus, 100 milioni di dosi di Azd1222, come è chiamato il vaccino.

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Ma un forte contributo economico viene dagli Stati Uniti che hanno investito oltre 1 miliardo di dollari per fornitura e produzione del suddetto vaccino. Nel programma di sviluppo del vaccino sono  compresi uno studio clinico nella terza fase con 30.000 partecipanti e uno studio pediatrico. “Questa pandemia è una tragedia globale ed è una sfida per tutta l’umanità“, ha detto l’ad di AstraZeneca, Pascal Soriot. “Dobbiamo sconfiggere il virus insieme o continuerà a infliggere enormi sofferenze e a lasciare cicatrici economiche e sociali di lunga durata in tutti i paesi del mondo“. L’azienda ha fatto sapere di stare attendendo gli esiti dello studio clinico partito lo scorso mese su più di 1.000 volontari sani tra i 18 e 55 anni, per valutare sicurezza, immunogeneicità e soprattutto efficacia del vaccino. In caso di buoni risultati, verranno condotti altri test in fase avanzata in diversi Paesi. L’obiettivo è sconfiggere la paura del morbo una volta per tutte, coscienti tuttavia che il vaccino potrebbe non funzionare. Tuttavia, l’azienda si impegna “a far progredire il programma clinico con velocità e ad aumentare la produzione a rischio“.