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Fase 2, Mulè contro gli ausiliari del Covid: “Ennesima pagliacciata del governo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:18
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A seguito dell’iniziativa che prevede l’assuzione di “ausiliari del Covid” per monitorare il rispetto delle regole nella Fase 2, si è espresso Giorgio Mulè (Forza Italia): per il deputato, si tratta dell’ennesima pagliacciata del governo.

giorgio mulè - pagliacciata governo su ausiliari del covid

Si fa sempre più denso il polverone di polemiche, scoppiato sia nell’opposizione che nella maggioranza, sull’ultima trovata del governo. Fa molto discutere, infatti, la proposta dei 60mila volontari da mandare in aiuto dei sindaci di alcune città, così da poter far rispettare a tutti i cittadini le necessarie regole sul distanziamento sociale.

E se da un lato i capi di governo comunali si mostrano ben favorevoli a una simile iniziativa (come il sindaco di Bari Antonio Decaro, o anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini), dall’altro lato del mondo politico aumentano le critiche e si sollevano nuovi dubbi sull’utilità della misura. Proprio da quest’ultimo fronte, allora, è arrivata l’ultima critica di Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

Nella sua ultima nota ufficiale (condivisa anche sui social) si legge infatti come per il deputato sia tutta una “farsa”, una “pagliacciata del governo” che, ormai, sta “raschiando il fondo del barile”.

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La nota di Mulè (Forza Italia) contro la “pagliacciata” degli ausiliari Covid

“Se al peggio non c’è mai limite questo governo il fondo del barile lo sta raschiando da tempo. Ci mancavano gli ‘ausiliari del Covid’, la goffa Guardia Civica composta da assistenti civici reclutati tra cassa integrati e percettori del reddito di cittadinanza ai quali verrà richiesto di effettuare controlli anti contagio e di ‘dimostrare senso civico'”. Queste le parole con le quali esordisce la nota firmata da Giorgio Mulè, mentre commenta l’iniziativa annunciata ieri dall’esecutivo atta a reclutare degli ausiliari volontari per svolgere servizi di controllo sul rispetto delle regole di comportamento nella Fase 2.

giorgio mulè

Una nota che poi prosegue: “Una considerazione: i commercianti in ginocchio dopo le chiusure e lasciati al loro destino dal governo sono alle prese con Nas, Polizia annonaria, vigili urbani e Guardia di Finanza che effettuano controlli a tappeto interpretando ognuno a modo suo l’enciclopedia delle norme, vista la poca chiarezza delle disposizioni. A questo esercito si aggiungono ora 60mila disoccupati, i quali dovranno fare un corso accelerato per avere la giusta consapevolezza giuridica per decidere come comportarsi. Chiamiamo le cose con il loro nome: è l‘ennesima pagliacciata di un governo che ritarda il futuro e insegue il presente”.

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Così si conclude, poi, l’esposto di di Mulè – con “una domanda tra le tante… che fine ha fatto la App Immuni con la quale ci avete assillato per mesi come precondizione per l’avvio della Fase 2?”.

Se al peggio non c’è mai limite questo governo il fondo del barile lo sta raschiando da tempo. Ci mancavano gli…

Gepostet von Giorgio Mulè am Montag, 25. Mai 2020