Home Cronaca Sentenza disciplinare redatta da Palamara: Pg chiede copia atti

Sentenza disciplinare redatta da Palamara: Pg chiede copia atti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:38
CONDIVIDI

Sentenza disciplinare redatta da Palamara: Pg chiede copia atti. Così l’ex procuratore aggiunto di Bologna per un’eventuale istanza revisione

Sentenza disciplinare redatta da Palamara: Pg chiede copia atti
Sentenza disciplinare redatta da Palamara: Pg chiede copia atti

Qualche anno fa, una sentenza disciplinare redatta dal giudice Luca Palamara ( in questi giorni al centro delle polemiche per le intercettazioni delle chat tra lui e il pm Auriemma con al centro frasi poco carine dette da Palamara all’indirizzo dell’ex ministro Salvini), condannò l’ex procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini a una sanzione di censura. Tuttavia, dopo che Palamara è stato sospeso e indagato in Umbria (più precisamente a Perugia),  Giovannini ha chiesto tramite il suo avvocato di poter accedere a copia degli atti per valutare una eventuale istanza di revisione.

Leggi anche:—>Cagliari, assembramenti ai chioschi dei panini sulla riviera

Leggi anche:—>Silvia Romano, con la madre al centro estetico vicino casa: la prima meta post quarantena

La motivazione della mia sentenza disciplinare di condanna, redatta
dal dottor Palamara”, spiega Giovannini,  “è stata scritta bene poiché confermata in Cassazione. Tuttavia, per valutare meglio una eventuale istanza di revisione da presentare al Csm, poiché la legge consente, una volta concluse le indagini preliminari, a chiunque vi abbia interesse di richiedere copia di atti, ho incaricato il mio legale, avvocato Luca Moser, di inoltrare alla Procura di Perugia richiesta di conoscere se nelle intercettazioni vi siano riferimenti diretti o indiretti alla mia vicenda disciplinare. Lo devo a me stesso e a tutti coloro che hanno mostrato, in questi anni, stima e fiducia nei miei confronti”. 

Giovannini aveva subìto una condanna con censura per la vicenda di Vera Guidetti, farmacista 62enne che uccise la madre e poi si ammazzò. Qualche giorno prima, il procuratore l’aveva ascoltata, nel marzo 2015, in qualità di testimone di un’indagine inerente il furto di alcuni gioielli. Giovannini aveva ricevuto la condanna dal Csm per aver “trascurato” le garanzie difensive per tutelare la farmacista e quindi violato regole processuali.