Coronavirus, Roma: focolaio al San Raffaele Pisana, isolata la struttura

E’ stata disposta la chiusura della struttura Irccs San Raffaele Pisana di Roma per contagio da coronavirus: 31 casi infetti di cui 9 dipendenti, 2 esterni (famigliari degli operatori sanitari) e 20 pazienti. E’ in corso anche un’indagine epidemiologica all’European Hospital.

coronavirus san raffaele
(Foto di Alberto Pizzoli, da Getty Images)

A dare la notizia di un possibile focolaio da coronavirus è il Commissario straordinario della Asl Roma 3, Giuseppe Quintavalle: “Alla data odierna risultano collegabili al focolaio dell’Irccs San Raffaele Pisana 31 casi di cui 9 dipendenti, 2 esterni (entrambi famigliari di operatori sanitari) e 20 pazienti. Dei 20 pazienti, 18 sono già trasferiti e 2 sono in via di trasferimento. Nel pomeriggio del 5 giugno è stata disposta la chiusura della struttura con cordone sanitario”. Si tratterebbe, stando elle parole del Commissario straordinario, di un vero e proprio focolaio: “La struttura sta dando tutta la collaborazione necessaria alla Asl che nella giornata odierna ha disposto un affiancamento della direzione sanitaria per consentire un miglior supporto per il contenimento del focolaio, la gestione dei casi e il loro tracciamento”. Poi l’indagine epidemiologica in corso, per tracciare i contagi e comprendere le motivazioni di una tale diffusione: “E’ in corso l’indagine epidemiologica innanzitutto sulle procedure organizzative e i percorsi assistenziali al fine di identificare una possibile criticità che possa aver agevolato la diffusione del virus tra i reparti a fronte delle misure di prevenzione adottate. Al momento l’ipotesi più accreditata del caso indice è relativa ad alcuni operatori sanitari, ma si resta in attesa della conclusione dell’indagine epidemiologica”.

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(Foto di Tiziana Fabi, da Getty Images)

Ovviamente il tracciamento dei casi non si fermerà agli operatori, anche a fronte della morte di un paziente nella struttura, poi risultato positivo al coronavirus. “Si conferma un decesso di un paziente affetto da pluri patologie (parkinson e diabete) positivo al tampone naso-faringeo. Proseguono le attività di test su tutto il personale compresi i consulenti e gli esterni e i pazienti della struttura. Verranno sottoposti ai test anche i dimessi degli ultimi 14 giorni”. Poi ancora, disposto un protocollo per i dipendenti risultati negativi ma impossibilitati a seguire l’isolamento domiciliare per la sorveglianza sanitaria. Questi ultimi “verranno invitati a pernottare presso strutture appositamente messe a disposizione. Si proseguirà con il supporto delle unità mobili Usca-R, oggi sono presenti 6 squadre sul posto, all’effettuazione dei tamponi”. Ma l’attenzione si sposta anche all’European Hospital: proprio da lì venivano molti pazienti risultati positivi al Covid. Per questo è stato predisposto che in tutti i reparti abbia inizio un periodo di osservazione dei degenti. Per gli operatori sanitari, invece, previsti tamponi a scadenza periodica.

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Il dispiegamento delle forze di monitoraggio e controllo del focolaio è imponente. Così, l’Irccs (Istituto di ricovero e cura a scopo scientifico, centro di riabilitazione motoria, neuromotoria e soprattutto cardiologica) ora appare totalmente blindato. Senza lasciapassare della Asl, nessun movimento di entrata e di uscita è concesso. Come riportato dal Messaggero, nel pressi della struttura sono attivi anche i blindati dell’Esercito, con lo scopo di rafforzare il cordone sanitario predisposto. Sono in moltissimi a occuparsi del cluster, considerato “serio” dagli esperti. All’attivo sei squadre di medici Uscar, le unità di pronto intervento allestite per l’emergenza Covid, operatori e medici della struttura. Al termine della giornata di ieri sono stati eseguiti tamponi ad almeno 300 pazienti.