Mafia Capitale, Buzzi: “Le mie cooperative erano floride, ora sono tutte fallite”

Uno dei principali accusati del sistema di Mafia Capitale sostiene di essere stato invischiato in questa storia. “Nessun episodio di intimidazione o violenza”, svela Buzzi attraverso i suoi legali.

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Torna a dominare le prime pagine dei giornali la vicenda che ha assunto la denominazione di Mafia Capitale. Nella mattinata di ieri è arrivato il deposito delle motivazioni, che hanno portato a escludere l’aggravante mafiosa dal processo. Non si trattava di associazione mafiosa, ma di “pura e semplice corruzione”. Tra gli imputati di spicco del processo Mafia Capitale, risalta senza dubbio il nome di Salvatore Buzzi. L’imprenditore romano ha visto cadere il suo castello fatto di operazioni finanziarie milionarie, dopo aver effettuato alcune corruzioni che gli sono costate caro.

E attraverso i suoi legali Alessandro Diddi e Piergerardo Santoro, Buzzi ha parlato con i colleghi di Adnkronos. Nelle sue esternazioni, l’imprenditore coinvolti insieme a Massimo Carminati nel processo di Mafia Capitale fa capire che è stata corretta la versione del tribunale. Nessuna operazione di stampo mafioso, secondo Buzzi: “Io mi sono trovato invischiato in questa storia, con una carcerazione preventiva enorme, in alta sicurezza, lontano da casa e dalla mia famiglia. Le mie cooperative, floride al momento del sequestro, ora sono tutte fallite. Parliamo di corruzioni bagatellari, l’associazione mafiosa è venuta meno, e non c’è nessun episodio di intimidazione e violenza”.

Salvatore Buzzi – meteoweek.com

Dalle dichiarazioni che ha rilasciato Buzzi, emerge il fatto che, a suo dire, “Massimo Carminati non ha contribuito in nessun modo all’aumento del fatturato delle cooperative”. Tra le altre cose, l’imprenditore prova a difendersi facendo capire che il rapporto tra il fatturato delle sue aziende e il denaro “speso” per gli atti di corruzione non vale la pena a lui comminata. “Parliamo di 70mila euro di corruzioni accertate su un fatturato complessivo di 180 milioni in tre anni. Di cosa stiamo parlando?”. Buzzi prosegue facendo capire che questa è “un’inchiesta mediatico-giudiziaria che si chiude con una sconfitta dell’impianto accusatorio”.

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Anche perchè, come prosegue Buzzi nelle sue dichiarazioni, nel processo denominato Mafia Capitale di fatto “la mafia non c’è e, di 46 arrestati, 14 sono stati assolti”. L’imprenditore sostiene di aspettarsi una pena equilibrata in base ai nuovi dettagli emersi. Ma alla fine dei conti, come rivela uno dei principali accusati, emerge che “la sentenza di Appello si poggiava sulla Cassazione cautelare che si era espressa nell’aprile del 2015, prima che parlassero più di 320 testimoni, tra i quali alcuni autorevoli che avevano escluso la mafia”. Arriveranno tempi migliori per Salvatore Buzzi?