Home Economia Confartigianato: imprese artigiane in rivolta. Dove sono finiti i soldi?

Confartigianato: imprese artigiane in rivolta. Dove sono finiti i soldi?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:44
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Soldi che ancora non arrivano agli aventi diritto. Ritardi inammissibili. Trattasi di caso fortuito o di incompetenza politica?

Confartigianato: “Abbiamo un problema davvero grave di cattiva burocrazia”.

Con il Decreto Rilancio sono stati stanziati fondi considerevoli per sostenere le imprese nel pieno dell’emergenza Coronavirus. Ora, il presupposto per fronteggiare un’emergenza, di qualsiasi tipo, sta proprio nella celerità. E in questo caso, non c’è stata. In teoria i soldi per aiutare gli artigiani ci sono, ma perchè ancora non sono stati accreditati?
Il segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, in una nota manifesta l’indignazione e la preoccupazione per la vergognosa gestione: “E’ inaccettabile il ritardo immotivato nel trasferimento delle risorse stanziate dal dl Rilancio per le prestazioni di sostegno al reddito per i dipendenti delle imprese artigiane. Dal 19 maggio è trascorso più di un mese e i soldi non sono ancora arrivati al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato che è pronto, da allora, ad erogarli ai lavoratori in sospensione dal lavoro ‘per Covid-19′”.

Le imprese artigiane aspettano risposte e chiarimenti che tardano ad arrivare. E sale la rabbia per l’indifferenza palesata dalle Istituzioni. Chi può sciogliere l’arcano e dire una volta per tutte perché si deve aspettare tanto per trasferire del denaro? Il Governo è davvero a conoscenza della lungaggine della burocrazia? Fumagalli rivendica chiarezza:”Ci spieghino i ministri del Lavoro e dell’Economia quale giustificazione può avere il non trasferimento di somme già stanziate. Lo spieghino agli imprenditori artigiani che non sanno più che risposte dare ai loro collaboratori.E’ questa è la capacità di risposta all’emergenza? 37 giorni per trasferire i soldi? Abbiamo un problema davvero grave di cattiva burocrazia”.

Ritardi inaccettabili: il mondo dell’artigianato si ribella

La questione è stata affrontata con la medesima indignazione e con altrettanto sgomento dell’ente bilaterale per l’artigianato abruzzese Ebrart. I ritardi circa l’accredito degli ammortizzatori sociali sono inaccettabili. L’ente territoriale ha espresso solidarietà a tutti gli artigiani che ancora aspettano, dal canto suo fa sapere che l’Ebrat: ”Ha da tempo approvato le migliaia di richieste arrivate relativamente alle prime 9 settimane di copertura dell’ammortizzatore sociale Fsba e tramite le risorse accantonate negli anni, grazie ai versamenti di imprese e lavoratori aderenti, ha già proceduto al pagamento dell’assegno a oltre 1700 imprese, per circa 6500 dipendenti della nostra regione, rispondendo a tante richieste relative ai mesi di febbraio e marzo”.

A questo punto, l’ente aggiunge :”Esaurite le risorse disponibili, l’Ebrart si trova nella condizione di non poter effettuare, come denunciato, i versamenti relativi al completamento del mese di marzo e ai mesi di aprile e maggio. Per questo motivo vogliamo esprimere la nostra più viva solidarietà ai lavoratori dell’artigianato abruzzese, confermando l’impegno quotidiano, anche attraverso le strutture nazionali, per sollecitare il governo a sbloccare immediatamente le risorse promesse”.

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“Risorse evidentemente indispensabili alla sopravvivenza di lavoratori ed imprese, tanto più in un momento tra i più complicati della storia italiana”.