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Dal primo luglio aumento buste paga per 16 milioni lavoratori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:09
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Sono già stati stanziati dal Governo 3 miliardi di euro per il 2020: saranno necessari alla riduzione del cuneo fiscale applicato sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. Nel 2021 gli investimenti saliranno a 5 miliardi. Per i redditi tra 8.174 euro e 28.000 euro è previsto un bonus di 100 euro accreditato direttamente sullo stipendio.

taglio cuneo fiscale
(Foto di Carl Court, da Getty Images)

Sarà attivo da lunedì il taglio del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. Per realizzarlo, il Governo ha stanziato 3 miliardi di euro nel 2020, che saliranno a 5 miliardi nel 2021. E’ quanto previsto dal decreto legge varato a marzo. Grazie alla legge di conversione del decreto n. 3/2020 approvata il 31 marzo 2020 in via definitiva dalla Camera, quindi, da mercoledì arriveranno novità importanti per i lavoratori dipendenti con redditi tra 8.174 euro e 28.000 euro. Come? Verrà applicato un bonus di 100 euro, accreditato direttamente sullo stipendio. Un bonus che comporterà anche l’abrogazione del bonus Irpef degli 80 euro. Per tutti i redditi superiori a 28.000 ma inferiori a 40.000 è invece prevista una nuova detrazione fiscale. Una manovra fortemente incentivata dal premier Conte che, proprio di recente, ha affermato: è “la direzione giusta che dobbiamo perseguire”. D’accordo anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha evidenziato i benefici della nuova manovra (fino a 100 euro in più sullo stipendio). Il ministro, consapevole dell’insufficienza della legge, ne riconosce comunque la bontà: “Non sarà la rivoluzione ma è sicuramente un importante passo avanti”.

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taglio cuneo fiscale
(Foto di Andreas Solaro, da Getty Images)

Come già sottolineato, infatti, si tratterebbe di una manovra di riduzione del cuneo fiscale. Per cuneo fiscale si intende la differenza tra il costo del lavoro che grava sul datore di lavoro e la retribuzione netta percepita dal dipendente. Insomma, quella porzione di costo del lavoro versata sotto forma di imposta sul reddito o contributi sociali. Il cuneo fiscale dell’Italia risulta tutt’oggi altissimo: per un lavoratore medio senza figli raggiunge il 47,9% del costo del lavoro. A dimostrare l’importanza della percentuale rispetto agli altri Paesi, una classifica Ocse del 2018, in cui l’Italia si colloca al terzo posto per cuneo fiscale più alto (seconda sola a Belgio e Germania). Ora, con l’arrivo del bonus, si prevede che nel secondo semestre dell’anno circa 600 euro in più verranno accreditati sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. Questo a patto che l’imposta lorda dovuta sia superiore all’ammontare della detrazione spettante per lavoro dipendente e assimilati. Un bonus che raggiungerà un aumento di 1.200 euro annui nel 2021.

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Viene così allargata la platea del bonus Irpef, che passa da 11,7 milioni a 16 milioni, con un aumento di 4,3 milioni di lavoratori. A dare l’annuncio Luigi Di Maio su Facebook: “Dal primo luglio sarà effettivo il taglio del cuneo fiscale che interesserà 16 milioni di lavoratori. Significa più soldi in busta paga, con aumenti fino a 100 euro al mese. Non sarà la rivoluzione, ma è sicuramente un importante passo avanti. Il prossimo dovrà essere una grande e ambiziosa riforma fiscale che dovrà interessare tutti, perché il tema delle tasse esiste e va affrontato con coraggio. E’ l’unica strada da intraprendere per sostenere famiglie, lavoratori e imprenditori”. Ma arrivano le critiche di Confesercenti, d’accordo sul principio della manovra (alleggerire il peso fiscale), ma contraria alla modalità. Secondo Confesercenti, infatti, un intervento diretto sull’Iva potrebbe avere effetti ancora più importanti.