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Parma, corpo senza vita trovato in strada. E i Carabinieri bussano al vicino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:19
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Il ritrovamento del cadavere da parte di un passante. Il 70enne era immerso in una pozza di sangue, con il cranio fracassato.

Omicidio a Parma Bedonia

Ha assassino il vicino di casa di 70 anni, Luigi Guareschi, fracassandogli il cranio con un grosso corpo contundente. Il brutale omicidio, è avvenuto lunedì sera, 29 giugno in località Setterone, nel comune di Bedonia, alle pendici del Monte Penna, in provincia di Parma.

Il corpo del 70enne è stato ritrovato lungo una strada della piccola frazione da un uomo, che ha poi avvisato i carabinieri: i sanitari della Croce Rossa di Bedonia sono arrivati sul posto in pochi istanti, insieme ai carabinieri di Borgotaro, ma non hanno potuto fare altro che dichiarare la morte dell’uomo. I carabinieri hanno effettuato subito i rilievi ed hanno avviato le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma.

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L’arma del delitto e i sospetti riguardo il vicino

Nonostante la fitta vegetazione e il fiume i carabinieri sono riusciti a trovare un grosso corpo contendente, utilizzato dal 63enne per uccidere il suo vicino di casa. Su di esso erano ancora presenti delle macchie di sangue, che verranno esamine dal Ris di Parma. I sospetti si sono concentrati sul vicino di casa della vittima. I carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo e grazie alla rapidità dell’intervento, l’omicida, non ha avuto il tempo di opporre resistenza ed è stato tratto in arresto. All’interno della casa dell’assassino, i militari dell’Arma hanno trovato delle tracce di sangue su alcuni indumenti. Sul posto, oltre al Pm, anche il medico legale che ha confermato la compatibilità tra l’arma del delitto recuperata nel fondo del fiume e le lesioni al cranio della vittima.

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La confessione e l’arresto

A notte inoltrata, nella caserma di Borgotaro, il pubblico ministero ha effettuato l’interrogatorio dell’indagato (M.S., classe 1957) in presenza del suo difensore e al termine, dopo la piena ammissione dei fatti da parte dell’indagato, appurato il concreto pericolo di fuga, è stato adottato un provvedimento di fermo di indiziato di delitto e disposto l’arresto nel carcere di Parma. L’assassino era già noto alle forze dell’ordine e ai servizi assistenziali.

Il movente del brutale omicidio sarebbe legato a questioni di vicinato, in particolare la furia omicida si sarebbe scatenata a causa di una lite per un muretto che si trova tra le abitazioni dei due vicini: gli investigatori stanno lavorando dalla serata di ieri per cercare di ricostruire tutte le fasi del delitto