Strage di Ustica, Mattarella: “Paesi alleati aiutino a trovare la verità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:57

Pochi giorni fa si è tenuta a Bologna la cerimonia commemorativa per la strage di Ustica. Una tragedia ancora senza verità e giustizia.

Cerimonia commemorativa strage Ustica

La sera del 27 giugno 1980 il volo di linea IH870 della compagnia aerea Itavia, partito da Bologna Panigale e diretto a Palermo Punta Raisi, precipitò in mare non molto lontano dall’isola di Ustica. Una strage in cui morirono tutte le 81 persone che erano presenti su quell’aereo: passeggeri ed equipaggio. Pochi giorni fa, nonché il 27 giugno 2020, in occasione del quarantennale è avvenuta la cerimonia commemorativa tenutasi a Bologna.

Una tragedia a cui, ancora oggi, non si è trovata una ricostruzione completa dei fatti. “Non può e non deve cessare l’impegno a cercare quel che ancora non appare definito nelle vicende di quella sera drammatica. Trovare risposte risolutive, giungere a una loro ricostruzione piena e univoca richiede l’impegno delle istituzioni e l’aperta collaborazione di Paesi alleati con i quali condividiamo comuni valori. Il dovere della ricerca e della verità è fondamentale per la Repubblica. La strage avvenuta nel cielo di Ustica, la sera del 27 giugno 1980 è impressa nella memoria della Repubblica con caratteri che non si potranno cancellare. Nella ricorrenza dei quarant’anni, sentiamo ancora più forte il legame di solidarietà con i familiari delle ottantuno vittime e ci uniamo nel ricordo di chi allora perse la vita, con una ferita profonda nella nostra comunità nazionale”: scrive il Presidente Sergio Mattarella in una dichiarazione. Ad esprimersi a favore di una ricerca esaustiva e veritiera di quanto accaduto quella sera è il Premier Giuseppe Conte che sottolinea l’importanza di indagare su quella che resterà per sempre una delle ferite più profonde nella storia dell’Italia.

Anche Roberto Fico, il Presidente della Camera dei deputati, presente a Bologna per la celebrazione della cerimonia ha dichiarato: “Io come sapete non mi fermerò mai, perché questa non è una ricerca della verità che può appartenere ad una parte del Paese, è una questione di Stato e come tale va trattata. Sappiamo tutti ormai che quella notte sui cieli italiani c’è stata una vera e propria guerra e l’aereo è caduto con 81 vittime e questo è inaccettabile. Se non fosse stato per i familiari delle vittime e per il giornalismo italiano oggi forse ci staremo raccontando un’altra storia, una storia impossibile da raccontare del danno del cedimento strutturale dell’aereo”.