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Cervello, individuato l’interruttore per accendere il senso di responsabilità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:41
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Lo studio scientifico potrebbe essere utile per fare luce sui meccanismi alla base di malattie come la schizofrenia e la sindrome di Tourette. L’interruttore sarebbe compreso tra il lobo frontale e il lobo parietale.

Una scoperta tutta italiana quella pubblicata sulla rivista Science Advances dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi. E’ stato individuato, all’interno del cervello, un pulsante per accendere il senso di responsabilità che rafforzerebbe la cosiddetta “ipotesi costruttiva”. Secondo quest’ultima infatti, il meccanismo sarebbe quello di confrontare le nostre previsioni con il risultato delle azioni per riconoscerle come di nostra responsabilità. Il circuito nervoso sarebbe compreso tra lobo frontale e lobo parietale e potrebbe essere controllato dall’esterno, modificando la consapevolezza delle nostre azioni. I ricercatori hanno svolto lo studio utilizzando la risonanza magnetica cerebrale per monitorare l’attività cerebrale dei 25 volontari proposti per la ricerca. Ad ognuno di loro era stato chiesto di accendere una lampadina, premendo un pulsante dopo un segnale visivo oppure lasciando che fosse lo sperimentatore a premere con il loro dito sul pulsante.

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Dopo l’esperimento i partecipanti sono stati chiamati a giudicare l’intervallo di tempo che avevano percepito tra le due azioni. Così, come previsto, i soggetti che si sentivano responsabili dell’azione, hanno percepito un intervallo più breve rispetto a quando il pulsante veniva premuto dai responsabili. Grazie a questa tecnica di stimolazione magnetica transcranica, i ricercatori hanno indotto le persone a sentirsi responsabili anche di conseguenze non attribuibili direttamente alle loro azioni. In questo modo, attraverso la stimolazione del cervello dall’esterno, sarà possibile ottenere buoni risultati per controllarne alcune aree. La scoperta inoltre potrebbe aiutare a comprendere alcuni meccanismi alla base di malattie come la schizofrenia e la sindrome di Tourette, ancora molto studiate e non del tutto comprese.