Omicidio Cerciello, Elder non era incapace di intendere e volere

La perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Roma incastra uno dei sospettati per l’omicidio del carabiniere. Per questo motivo Finnegan Lee Elder resta tra gli imputati.

omicidio cerciello

Nuova svolta nelle indagini per l’omicidio di Mario Cerciello, il vice-brigadiere dei carabinieri morto ormai quasi un anno fa. Era la notte del 26 luglio dello scorso anno, quando due americani uccisero il militare dell’arma. Gli accusati principali sono Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth. E proprio le ultime notizie provenienti dal Tribunale di Roma potrebbero inchiodare Elder. La perizia psichiatrica disposta dal tribunale della Capitale nei confronti del californiano, infatti, ha dimostrato il pieno possesso delle sue facoltà psichiche.

“Si ritiene che Finnegan Lee Elder fosse capace di intendere o di volere al momento del fatto. Motivo per cui l’uomo continua a essere imputabile” per l’omicidio di Mario Cerciello. Questo è quanto si legge in un passaggio delle conclusioni della perizia psichiatrica del Tribunale di Roma. Secondo Stefano Ferracuti e Vittorio Fineschi, i docenti che hanno svolto la perizia, Finnegan Lee Elder è “una persona che presenta un disturbo di personalità borderline-antisociale di gravità medio elevata, una storia di abuso di sostanze (in particolare Thc) e un possibile disturbo post-traumatico da stress”.

Mario Cerciello – meteoweek.com

Tuttavia, in base alla perizia “non è possibile dimostrare che la condizione mentale accertata nell’Elder abbia compromesso la libera capacità decisionale del soggetto al momento del compimento dell’azione delittuosa. Riteniamo perciò che il signore sia da valutarsi come imputabile all’epoca dei fatti”. Dunque dalla perizia psichiatrica non arriva l’aiuto che Finnegan Lee Elder e il suo legale si aspettavano di ricevere. Anche perchè nel frattempo si è tenuta anche un’importante testimonianza che potrebbe ulteriormente sbloccare il processo per l’omicidio Cerciello.

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È passato alla sbarra, infatti, anche Andrea Varriale. Si trattava del collega di Mario Cerciello, che era con lui la sera del 26 luglio 2019, finita con l’accoltellamento ai danni del vice-brigadiere. Varriale ha svelato che lui e il collega ucciso si avvicinarono “frontalmente ai due e tiriamo fuori il tesserino dicendo che eravamo Carabinieri”. Da lì in poi si è scatenata la reazione di Elder e Hjorth, con il primo che avrebbe tirato fuori il coltello per compiere l’omicidio. Dunque la posizione dei due turisti americani si complica.