I Benetton fuori da Aspi, si parte: giovedì il primo passaggio

Il nuovo piano economico-finanziario che verrà approvato dal ministro De Micheli darà il via all’iter. I Benetton avranno solo l’11% del controllo fino alla fine dell’anno, dopodichè usciranno di scena.

luciano benetton

Una settimana dopo l’accordo raggiunto in Consiglio dei Ministri, si partirà con i lavori che porteranno alla tanto attesa uscita di scena della famiglia Benetton. Si parla ovviamente della gestione di Autostrade per l’Italia e della concessione lasciata alla società che, entro la fine dell’anno, vedrà la fine del legame con Atlantia. E il primo step di questo lungo e fitto iter si avrà già da giovedì prossimo. Il primo passaggio riguarda l’approvazione del piano economico-finanziario, che Autostrade per l’Italia invierà al ministro per le infrastrutture Paola De Micheli.

In questo documento, il possessore della concessione chiarirà al Governo l’entità degli investimenti e delle manutenzioni della rete autostradale nazionale. Inoltre si svelerà un altro passaggio sul quale spingono soprattutto il Movimento 5 Stelle e il suo ex leader Luigi Di Maio, ovvero il conto al casello per gli utenti. Un passaggio che all’apparenza è facile da superare, ma che nasconde le proprie insidie. E il motivo si può riscontrare nel grande lavoro fatto in Consiglio dei Ministri. Uno degli elementi che rientrano nell’accordo, infatti, parla di un calo del 3% del rendimento sul capitale investito da Aspi.

Ciò vuol dire che nei primi cinque anni ci sarà un taglio del 5% alle tariffe. Un taglio da compensare da un aumento progressivo negli anni successivi, in modo da giustificare e garantire l’investimento da 14 miliardi e mezzo. E dopo l’approvazione del piano economico-finanziario presentato da Aspi, si passerà allo step successivo. Ovvero l’aumento di capitale sottoscritto dalla Cassa Depositi e Prestiti per diminuire la presenza di Atlantia e dei Benetton. La diluizione porterà la quota totale della società al 37%, per una cifra che oscilla tra 3 miliardi e mezzo e 4 miliardi.

Roberto Fico soddisfatto – meteoweek.com

Questo è un altro passaggio fondamentale, in quanto il 22% delle quote che usciranno da Atlantia finiranno agli investitori della stessa Cdp. In questo modo, la presenza della famiglia Benetton nell’accordo scenderà all’11%, visto che questi posseggono il 30% di Atlantia. Il passaggio definitivo avverrà entro l’estate del 2021, quando Atlantia e Autostrade per l’Italia si scinderanno, con la quotazione in Borsa di quest’ultima. E solo allora si potrà mettere la parola ‘fine’ alla presenza dei Benetton nella società concessionaria.

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Le reazioni del mondo politico dopo l’accordo in Consiglio dei Ministri sono stratificate. Da una parte ci sono i soddisfatti, come Roberto Fico. Il presidente della Camera non ha esitato a definire questo accordo come “il segnale di uno Stato forte che riprende un’infrastruttura strategica”. Matteo Renzi, invece, sostiene che “era meglio se si fosse comprata Atlantia”. La Lega, dal canto suo, ha presentato una mozione in Senato. E Matteo Salvini continua a tuonare contro il Governo: “Non vogliamo che sia un regalo ai Benetton”.