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Coronavirus e turismo: zero contagi ma pochi turisti in costiera amalfitana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:56
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Preoccupa la stagione turistica in costiera amalfitana: nonostante l’area continui a vantare i zero contagi, l’emergenza coronavirus mette a rischio gli incassi delle strutture locali. Mancano i turisti stranieri e manca la spesa.

turismo costiera amalfitana - covid
foto via web

Se ne era parlato già più volte, di quanto il coronavirus stia influendo negativamente sul turismo non solo italiano, ma anche internazionale. E sebbene il nostro Paese stia dimostrando al mondo di essersi ormai ripreso – o quanto di meno di essersi preso una pausa dall’emergenza che, fino a non molto tempo fa, era ancora dilagante – saranno pochissimi i turisti che, dall’estero, decideranno di far visita alle nostre mete più ambite. Secondo l’Agenzia nazionale turismo, del resto, i visitatori internazionali pernottanti in Italia dovrebbero diminuire del 55% (pari a 35 milioni di turisti in meno) nel 2020.

Da Roma a Firenze, da Venezia a Napoli; anche la costiera amalfitana risentirà quest’anno delle incertezze del periodo. E questo, nonostante sia ormai diventata una zona a contagio zero. Perché se l’afflusso maggiore è portato dai turisti americani (alle prese con una gestione interna della pandemia drammatica e preoccupante), quest’anno pare dunque inevitabile assistere non solo a una diminuzione di frequenza e pernottamenti, ma in generale anche della spesa. “La maggior parte delle strutture ha riaperto ai primi di luglio e stiamo registrando un turismo di prossimità. Il problema è che gli italiani non hanno la stessa propensione alla spesa degli stranieri“, ha infatti spiegato Giuseppe Gagliano, presidente di Federalberghi Salerno.

A riportarlo è stata La Stampa, che parla anche della stima calcolata dalla Federazione delle associazioni italiane alberghi e turismo, e che mostra più di 32 milioni di italiani rinunciare alle vacanze – con una perdita calcolata di circa 14,3 miliardi.

Turismo in costiera amalfitana: pochi turisti e calo d’incassi

Michele De Lucia, sindaco di Positano, ha spiegato che il problema principale è dovuto al blocco delle frontiere e all’obbligo di quarantena voluto dal presidente da De Luca per chi arriva da Paesi extra Ue. Per questo, potrà dirsi estremamente soddisfatto anche nell’ipotesi in cui si raggiunga “il 35 per cento del fatturato degli anni scorsi”. “Dal canto nostro ci stiamo attrezzando come possiamo. Abbiamo deciso di prolungare fino a dicembre una delle nostre storiche rassegne, ‘Positano mare sole e cultura’, sperando di spalmare i flussi fino a dicembre. Senza stranieri è durissima“, ha spiegato infatti ai giornalisti.

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Ma le perdite colpiscono tutto l’ingranaggio che gira grazie al turismo: dalla ristorazione, al servizio noleggio imbarcazioni, e a tutte quelle attività –  dipendenti compresi – che operano con il lavoro stagionale. C’è chi parla di un -70% di incassi rispetto allo scorso anno, e chi pronostica come, per ripartire a pieno regime, saranno necessari da qui a tre anni. In questo clima di sfiducia e preoccupazione, però, c’è anche chi prova ad essere più ottimista. “Il calo c’è stato”, spiega Nicola Pansa dell’omonima pasticceria di Amalfi, mentre sottolinea che “nel quotidiano non possiamo lamentarci”. “Dal 2 maggio abbiamo contattato la nostra squadra composta da 25 persone. E andiamo avanti confidando in tempi migliori”.