Andrea Bocelli: “Ho trasgredito volontariamente al lockdown, mi sono sentito offeso e umiliato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:22

Durante l’incontro al Senato dedicato al Covid-19 in Italia, il tenore Andrea Bocelli ha dichiarato pubblicamente di aver trasgredito più volte, e volontariamente, al lockdown imposto dall’emergenza. “Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino”.

Andrea Bocelli trasgredisce lockdown
Bocelli ha trasgredito al lockdown – foto di repertorio

Hanno creato un certo scalpore (e non poco) le parole che il cantante Andrea Bocelli ha speso durante il convegno tenutosi al Senato e intitolato “Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti”. Nel suo discorso, infatti, il tenore ha apertamente dichiarato di aver violato le misure di lockdown volontariamente poiché sentitosi offeso, e umiliato, dalle risposte del governo alla situazione emergenziale provocata dalla pandemia. Ironia della sorte, l’incontro (organizzato tra gli altri da Vittorio Sgarbi) è stato già soprannominato “il convegno dei negazionisti del Covid”, occasione in cui lo stesso leader leghista Matteo Salvini ha presenziato rifiutandosi di indossare la mascherina, nonostante i continui inviti dei funzionari.

Bocelli: “Ho disobbedito volontariamente, ho bisogno di sole e di vitamina D”

“Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa”. È con queste parole che Andrea Bocelli ricorda, davanti ai presenti, i duri momenti di blocco che ha visto relegare in casa gli italiani per ben due mesi. “Devo anche confessare, e lo faccio qui pubblicamente, di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto perché non mi sembrava giusto né salutare. Ho una certa età e ho bisogno di sole e di vitamina D”, ha poi ulteriormente spiegato il tenore.

andrea bocelli al Senato
Andrea Bocelli durante il convegno al Senato – foto via Il Messaggero

Perché sebbene all’inizio abbia cercato di “immedesimarsi” in chi “doveva prendere decisioni importanti in pochissimo tempo”, il cantante sarebbe giunto alla conclusione che in realtà le cose non stavano andando come invece veniva raccontato dai media e dalle autorità. “Quando ho cominciato a esprimere qualche dubbio sulla gravità di questa cosiddetta pandemia, i primi ad attaccarmi sono stati i miei figli che mi hanno detto di pensare alla Tosca, perché non sai cosa sono i virus. Conosco un sacco di gente ma nessuno di questi è finito in terapia intensiva. E dov’è allora tutta questa gravità?”, ha dunque evidenziato Bocelli.

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Secondo il cantante, inoltre, anche per i più piccoli il periodo di lockdown sarebbe stato una misura troppo drastica, affatto salutare. “Mi preme sottolineare l’aspetto che riguarda la scuola e i bambini: io ho una figlia di 8 anni e non posso pensare che questi ragazzi debbano ritrovarsi a scuola divisi da un pezzo di plexiglass e nascosti da una mascherina. Non posso pensare che con celerità incredibile si sia pensato di chiudere la scuola e con la stessa celerità si sia pensato a riaprire le discoteche, dove i ragazzi vanno non a formarsi ma a disperdere i propri cervelli Rifiutiamoci di seguire questa regola, prendiamo dei libri, giriamo, conosciamoci, parliamo, dialoghiamo”, ha dunque spiegato il tenore.