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Brunetta presidente di una commissione speciale per il Recovery Fund

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:54
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Due commissioni parlamentari per gestire il Recovery Fund; una di queste “affidata” alla guida di Renato Brunetta.

Renato Brunetta

Due commissioni parlamentari monocamerali per indirizzare il lavoro del governo sul Recovery Fund: è il progetto politico di cui si sta discutendo nelle ultime ore. Una strada che permetterebbe alla maggioranza di coinvolgere il Parlamento nella gestione dei fondi in arrivo dall’Europa. A partire dall’opposizione.  Perché la presidenza di una delle due  commissioni dovrebbe essere affidata a un esponente del centrodestra. Qualcuno con cui sia meno difficile ragionare, e stabilire dei rapporti costruttivi. Un partito ed una figura che hanno dei nomi precisi: Forza Italia e Renato Brunetta. I tempi sono strettissimi e l’operazione è  ancora appesa a un filo. Ma il fine settimana è servito almeno a ridurre le ipotesi a disposizione. La commissione bicamerale, ad esempio, è una strada sempre più in salita: non ci sarebbero i tempi tecnici, visto che per vararla serve una legge. I lavori, invece, dovrebbero partire già ad agosto. La soluzione che appare più probabile è allora quella di istituire due commissioni monocamerali, sul modello di quelle speciali che caratterizzano i lavori parlamentari all’avvio di ogni legislatura, prima della costituzione delle commissioni ordinarie. Per il varo di due monocamerali basterebbe votare una mozione in Aula. Sono sufficienti, insomma, volontà politica e poco lavoro per organizzarla. Il Pd al Senato avrebbe già pronta una mozione in tal senso.

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Giuseppe Conte sarebbe favorevole alla nascita di commissioni per la gestione del Recovery Fund, in modo da permettere al governo di «confrontarsi con il Parlamento». Vuole che la gestione di questa partita sia affidata ai gruppi parlamentari, anche se non è escluso che incontri prima della pausa estiva i leader del centrodestra. Certo, due monocamerali non avrebbero la forza di una bicamerale, ma tutto sommato questo non dispiace troppo a Palazzo Chigi: nessuno vuole realmente appaltare il controllo a un unico organismo, tanto più se affidato a un presidente di opposizione. Già oggi, comunque, il dossier potrebbe arrivare sul tavolo di una riunione di maggioranza convocata alle 18 per discutere il difficile incastro del rinnovo di tutte le altre commissioni parlamentari. Improbabile che esca fuori già oggi il nome di Brunetta, anche perché ci sono i renziani che mirano a conquistare a loro volta una delle due presidenze. Il rappresentante di Forza Italia, però, mantiene da settimane un filo diretto con ministri del governo Conte e con il PD in particolare. La sua nomina sarebbe il segnale atteso dalla fazione dialogante di Forza Italia, un passo nello spirito di quella «collaborazione istituzionale» che, non a caso, è stata la formula utilizzata dall’ex capogruppo di FI nel corso di un recentissimo incontro con cento parlamentari azzurri.