Caso Palamara, al via l’interrogatorio a Perugia dopo le nuove accuse

L’ex Csm Luca Palamara ha sulle spalle nuove accuse per corruzione e violazione del segreto d’ufficio. Oggi comincia l’interrogatorio a Perugia.

Luca Palamara - Meteoweek.com
Luca Palamara

Violazione del segreto di ufficio e corruzione. Queste le nuove accuse a cui deve rispondere l’ex Csm Luca Palamara e che si aggiungono ad una precedente contestazione sempre per corruzione. Proprio oggi l’ex presidente dell’Anm è arrivato presso la Procura di Perugia, dove sarà interrogato rispetto ai nuovi risvolti delle indagini sul suo operato.

In particolare nel mirino degli investigatori sono finiti due fatti che dimostrerebbero il coinvolgimento di Palamara in una rete di favori e corruzione. Il primo riguarda l’acquisizione da parte del magistrato di due maxiscooter donati dal proprietario di Aureli Meccanica. I “regali”, recapitati tra il 2018 e l’aprile del 2019, sarebbero un ringraziamento speciale del titolare della concessionaria a Palamara dopo che l’ex Csm si era interessato ad un caso riguardante la moglie e la madre di Aureli. Secondo gli inquirenti Aureli avrebbe provveduto anche al pagamento di alcune multe contratte da Palamara a guida dei due maxiscooter. Lo stesso titolare dell’attività è socio di Palamara nella gestione del chiosco in Sardegna Kando Beach.

Il secondo nucleo su cui si concentrano le indagini per corruzione rivolte contro Palamara è una serie di soggiorni in un lussuoso hotel di Capri. Le vacanze sarebbero state offerte dal titolare dell’azienda a cui fa capo l’albergo come ringraziamento per l’interessamento di Palamara ad un processo contro il fratello dello stesso titolare.

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La violazione del segreto d’ufficio

Finora le accuse di corruzione. Ma le colpe di Luca Palamara non finiscono qui. All’ex Csm è stato contestato anche la violazione del segreto d’ufficio. Quest’ultima accusa coinvolge anche il pm di Latina Stefano Rocco Fava. Secondo gli inquirenti i due magistrati avrebbero rivelato ai giornali Il Fatto Quotidiano e La Verità “notizie d’ufficio che sarebbero dovute rimanere segrete”. Tali informazioni riguardano il fascicolo sull’avvocato Piero Amara. Fava è infatti accusato di aver rivelato i risvolti sul caso di Amara “con l’aiuto e l’istigazione” di Palamara. I due magistrati ora sotto accusa avrebbero informato i giornali sull’indagine per bancarotta e frode fiscale a cui era sottoposto Amara. Inoltre Fava ha raccontato di aver disposto una misura cautelare nei confronti dell’avvocato. La stessa misura non avrebbe ricevuto nessun visto dall’allora procuratore di Roma Giuseppe Pignatone.

Gli inquirenti hanno dedicato a queste nuove accuse due fascicoli distinti da quello dell’indagine principale, già conclusa.