Festino con la cocaina e sesso di gruppo: c’è la prima querela

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:43

Un festino con la cocaina e sesso di gruppo è il motivo per cui un ristoratore della città di Follonica si è presentato alla caserma dei carabinieri, affermando: “Io non c’ero, mi stanno diffamando”.

Querela per video festino a Follonica

È stato un ristoratore di 50 anni a sporgere denuncia direttamente ai carabinieri di Follonica, in provincia di Grosseto, dopo che per il giorni il suo nome sarebbe stato accostato al famigerato video del festino con le transessuali, di cui non si sa ancora se prostitute o consenzienti. A questo festino avrebbero partecipato tre colleghi dell’uomo. Il ristoratore non sarebbe stato ripreso, eppure in città il suo nome sarebbe stato accostato a quei festini. A differenza di altri ristoratori che sarebbero stati indicati come i protagonisti del video hot e che si sono rivolti ad alcuni avvocati per presentare querela nei confronti di coloro che avrebbero parlato di quelle immagini, il cinquantenne si è rivolto direttamente alla compagnia dei carabinieri che ora potrà dare inizio all’indagine dopo che, per settimane, ci sono stati solo ed esclusivamente discorsi abbozzati, post su Facebook più o meno espliciti e chiacchiere in città circa la partecipazione del ristoratore al festino.

Tuttavia, il famigerato video ancora non si trova e, anche se c’è chi giura di averlo visto, non ha continuato a circolare in città. In particolar modo, le chiacchiere sarebbero relative ad un’orgia alla quale avrebbero partecipato tre ristoratori della provincia e una transessuale. La voce si sarebbe sparsa dopo che un gruppo di ultras del Follonica hockey ha esposto uno striscione sul sottopasso di via Massetana dove si fa riferimento a transessuali e cocaina. Lo striscione è stato realizzato per manifestare la propria contrarietà al divieto di organizzare la festa dello sport a Follonica. Tuttavia, la società del Follonica hockey si è immediatamente dichiarata completamente estranea a tutta questa vicenda e minacciando azioni legali contro chi avrebbe accostato il nome della società al video che sembrerebbe circolare tutt’oggi in città, ma che avrebbero visto soltanto le poche persone che poi avrebbero fatto i nomi e i cognomi dei partecipanti. Una faccenda di cui al momento se ne stanno occupando i carabinieri.