Si prende cura del padre per anni ma l’uomo si ammala e gli resta poco tempo: il figlio lo uccide

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:58

Si prende cura del padre per anni ma l’uomo si ammala e gli resta poco tempo: il figlio lo uccide. Il 45enne soffriva di problemi psichiatrici

Si prende cura del padre per anni ma l'uomo si ammala e gli resta poco tempo: il figlio lo uccide
Si prende cura del padre per anni ma l’uomo si ammala e gli resta poco tempo: il figlio lo uccide

Simone Roma, 45 anni, si era preso cura del suo papà per 20 anni nonostante avesse problemi psichiatrici. I due vivevano a Corbola (Rovigo). Negli ultimi anni il padre di Simone si era ammalato gravemente e i medici dopo l’ultimo ricovero avevano fatto intendere ai familiari che all’uomo restasse ormai poco tempo.

Probabilmente Simone non ha retto alla notizia data la sua fragilità mentale e la sera verso le 19, quando ha visto in camera da letto la foto del suo papà nei periodi in cui sorrideva e godeva di buona salute, diverso quindi dagli ultimi giorni in cui stava molto male, ha preso delle forbici e gliele ha conficcate nel collo e alla testa. Le forbici hanno provocato lievi lesioni ma l’uomo è morto poche ore dopo il ricovero in ospedale. Simone è stato fermato per omicidio.

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In casa con loro oltre a Simone c’era una delle sue 3 sorelle maggior, figlia di un primo matrimonio di Terenzio, padre di Simone Roma. Con lei il marito. La donna, avendo sentito dei colpi, era corsa nella stanza trovando il fratello con le forbici. Ha quindi chiamato la cognata Lucilla Gramolelli, consigliere comunale:”Vieni, Simone ha aggredito il padre“.  La donna che non poteva recarsi lì di persona ha mandato il sindaco Michele Domeneghetti, che ha allertato poi carabinieri e Suem. Il sindaco ha detto:”Sono stato con Simone, che a un certo punto si era agitato per la presenza di tutte quelle persone. Voleva stare vicino al papà”. 

Non si sa cosa sia scattato nella mente di Simone Roma, ma i carabinieri suppongono sia stato dettato dal dolore nel vedere il padre vivere quegli ultimi giorni di vita, quella lenta agonia. Non sarebbe stata quindi, un’azione premeditata. Il 45enne è in ospedale perché sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio. È indagato per omicidio e l’autopsia dirà se le ferite inferte da Simone al padre ne abbiano determinato il decesso. Il dubbio, infatti, che il decesso possa essere causato da altre ragioni c’è, poiché le ferite erano lievi e la morte è arrivata alcune ore dopo.

Il sindaco Domeneghetti ha detto:”Nonostante la sua invalidità mentale, Simone non è mai stato violento. In paese era conosciuto da tutti e mai ha avuto reazioni in tal senso. Ciò nonostante non si può sapere come le persone con questa patologia possano reagire a certe sollecitazioni emotive“.