Home Cronaca Accusata anche la madre del piccolo Evan, morto nel ragusano

Accusata anche la madre del piccolo Evan, morto nel ragusano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:21
CONDIVIDI

Indagata la madre 23enne per maltrattamenti e per non aver fermato il suo compagno, ritenuto dagli inquirenti il responsabile della violenza.

Evan morto a Modica, il corpicino pieno di lividi. Indagati mamma e compagno

E’ stata fermata anche la mamma del piccolo Evan, il bimbo di un anno e poco più, deceduto ieri nell’ospedale di Modica, in provincia di Ragusa, dove era giunto in ambulanza in condizioni disperate intorno alle 12.30. Il piccolo, arrivato al pronto soccorso in arresto cardiaco, sarebbe morto a causa delle innumerevole percosse subite da parte di chi invece avrebbe dovuto prendersene cura. Vani i tentativi dei medici di rianimarlo. Il bimbo presentava numerosi lividi su tutto il corpo che hanno fatto insospettire il direttore sanitario dell’ospedale Maggiore Piero Bonomo e che ha avvisato subito la polizia. Nel giro di qualche ora le forze dell’ordine hanno fermato il convivente della madre del piccolo, Salvatore Blanco, 30enne.

Evan bimbo morto a Modica


LEGGI ANCHE –> Nonno spara per errore al nipote di sette anni: morte cerebrale per il bimbo

LEGGI ANCHE –> Bimbo di 2 anni muore dopo 4 giorni di coma, era stato dimenticato nello scuolabus


Oggi invece è scattato il fermo anche per la madre del piccolo Evan, Letizia Spatola, 23enne. Entrambi sono indagati per maltrattamenti e la donna è accusata di non aver fermato il suo compagno che è ritenuto dagli inquirenti il responsabile della violenza. Era stata proprio la madre a trovare il figlioletto esanime e le sue grida avrebbero allertato una vicina di casa che ha chiamato i soccorsi; poi il trasferimento nell’ospedale di Modica dove per il bimbo non c’è stato nulla da fare. La donna è stata interrogata dagli agenti del commissariato di polizia di Modica ai quali avrebbe raccontato alcuni particolari così importanti da far scattare il fermo da parte della Procura di Siracusa. Madre e convivente vivono a Rosolini, nel siracusano, in una casa popolare, ma per entrambi ora si apriranno le porte del carcere.