Navigator: da possibile risorsa ad inutile spreco. Ecco dati e numeri

I navigator, le figure professionali che hanno il compito di “accompagnare” chi beneficia del reddito di cittadinanza verso un lavoro, sembra stiano fallendo il loro compito. Con ingenti costi per lo stato.

Sembrerebbe che i Navigator non navighino in buone acque, avrebbe potuto essere un brutto titolo per questo articolo. Al netto del penoso gioco di parole, la realtà appare però esattamente questa: le figure professionali che avrebbero dovuto traghettare i beneficiari del reddito di cittadinanza verso un lavoro, mediando dunque tra domanda ed offerta di lavoro, non sembrano funzionali all’obbiettivo da raggiungere. I numeri, dopo un anno di lavoro dei navigator, parlano chiaro: risultati deludenti e costi ingenti. Come riportano diverse testate, coloro che sono stati ingaggiati a tempo determinato per trovare lavoro ai disoccupati ci sono costati 7,5 milioni di euro al mese tra stipendio, benefit e tasse. Pari a 90 milioni complessivi. Da qui ad aprile 2021 ce ne costeranno altri 45. E con questo impiego di risorse sono stati in grado di trovare lavoro a circa 40 mila (su 800 mila) percettori di Reddito di Cittadinanza. In pratica per ogni posto di lavoro trovato l’erario ha impegnato ben 2.250 euro. E non sembra nemmeno possibile attribuire la responsabilità all’emergenza Covid 19 perché a oggi, con il lockdown concluso da mesi, i nuovi percettori del reddito di cittadinanza che avrebbero dovuto sottoscrivere la Did – ossia la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro – sembra che non riescano a mettersi in contatto né con i centri per l’impiego, né con l’Anpal (Agenzia per le politiche attive del lavoro). Questo avviene sia utilizzando il mezzo informatico, sia utilizzando il semplice telefono. Eppure parrebbe che per accedere ai Centri per l’impiego si debba necessariamente prendere un appuntamento in ragione delle regole anti-Covid 19.

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Ma quel che appare decisamente più grave in un periodo di  smartworking è l’inadeguatezza dell’agenzia e dei centri locali per l’impiego: perché non è stata messa a punto la metodologia per sottoscrivere la Did da remoto? Già, eppure quello che avrebbero dovuto fare i navigator, insieme al programma dell’Anpal, avrebbe dovuto essere esattamente questo: aggregare su un’unica piattaforma virtuale i percettori del reddito di cittadinanza e le aziende che offrivano lavoro per farli incontrare. Le cose non stanno andando così, invece. Ad aprile prossimo alle domande già in corso dei percettori di Rdc se ne assoceranno altre: quelle dei navigator stessi i cui contratti scadranno e non saranno rinnovati. Unica via di uscita sarà la partecipazione ai concorsi attraverso i quali saranno rinforzati i Centri per l’impiego regionali. Servirebbero al momento poco meno di 12mila posizioni lavorative tra esperti in servizi per il lavoro, tecnici informatici, esperti di comunicazione o assistenti in politiche attive. In pratica costoro dovranno fare, per le singole Regioni, quello che avrebbero già dovuto fare nell’anno e mezzo precedente. In questi ultimi sei mesi di lavoro però rimangono al palo almeno tra i 500 e i 600 mila beneficiari di reddito che non hanno avuto la possibilità di mettersi a disposizione per i lavori socialmente utili ma neppure quella di presentare il proprio curriculum e provare a mettersi in gioco.