Tonfo Pil Italia, -12,8% nel secondo trimestre: ma il peggio è passato?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30

Tonfo Pil Italia, -12,8% nel secondo trimestre: ma il peggio è passato? Forse sì, ecco perché e quali sono i primi segnali

Tonfo Pil Italia, -12,8% nel secondo trimestre: ma il peggio è passato?
Tonfo Pil Italia, -12,8% nel secondo trimestre: ma il peggio è passato?

Il Pil italiano ha avuto un crollo del -12,8% nel secondo trimestre 2020, il che prova che il nostro Paese è caduto in recessione, la peggiore dal Dopoguerra. Tuttavia, il peggio sembrerebbe passato. Il -12,8% si riferisce alla performance della nostra economia nel periodo di lockdown stabilito dal governo aveva bloccato molte attività produttive e di conseguenza la mobilità. Ergo ora si può solo risalire. Ci sarebbero già alcuni segnali, nel nostro Paese e negli altri colpiti dall’emergenza Coronavirus.

L’Italia, infatti, è andata peggio della Germania (-9,7%) ma meglio di Francia, Spagna e Inghilterra. I segnali che arrivano dalla Germania, tuttavia, sono incoraggianti anche per il nostro Paese. Per esorcizzare un tonfo a due cifre l’Italia deve sperare in un rimbalzo nella seconda parte dell’anno.

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Molto dipenderà da come evolverà l’emergenza Covid, che ci si augura non porti nuovamente a blocchi di attività economiche. Fondamentale sarà l’apporto che il governo darà al sistema produttivo tramite investimenti pubblici e incentivi fiscali all’impresa privata. Un’attenzione particolare dovrà essere riservata al sistema industriale e al supporto della domanda. Secondo i dati, la quarantena ha mandato giù soprattutto il valore aggiunto industriale, a -20,2% tra aprile e giugno. Secondo l’Istat, “a trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna, con un apporto particolarmente negativo dei consumi privati“. 

Si dovrà spingere sbloccando i cantieri già finanziati, facendo una riforma fiscale che incentivi i consumi e provvedimenti atti a rilanciare l’occupazione. Il lavoro è infatti un tema essenziale da affrotare. Nel Def di aprile governo e banca d’Italia stimano un crollo dell’occupazione nel 2020 di 1 milione di unità rispetto all’anno scorso. C’è stato un crollo delle assunzioni che sbarra la strada all’ ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Purtroppo sgravi fiscali per le assunzioni e riforma del collocamento potrebbero non essere sufficienti. È necessario far ripartire l’economia e tornare a credere nel futuro.