Home Cronaca Festini con minori a Bologna, i verbali:”sesso in cambio di cocaina”

Festini con minori a Bologna, i verbali:”sesso in cambio di cocaina”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:49
CONDIVIDI

Festini con minori a Bologna, i verbali:”sesso in cambio di cocaina”. La rabbia della Lega: “Se Cavazza ha colpa pena esemplare”

Festini con minori a Bologna, i verbali:"sesso in cambio di cocaina"
Festini con minori a Bologna, i verbali:”sesso in cambio di cocaina”

Sette arresti nell’ambito del giro di sesso e droga scoperto dai carabinieri di Bologna. Gli indagati sono accusati di induzione alla prostituzione e reati in materia di stupefacenti. Sotto la lente degli inquirenti professionisti della Bologna bene che organizzavano o prendevano parte a festini di sesso e coca con ragazze minorenni. Tra i coinvolti anche l’agente immobiliare Luca Cavazza, 27 anni (ora ai domiciliari) candidato per la Lega con Lucia Borgonzoni alle scorse elezioni regionali.

Il senatore della Lega Andrea Ostellari ha così commentato la notizia:”Proviamo rabbia e sconcerto nel leggere dell’operazione del nucleo operativo dei carabinieri della compagnia Bologna Centro, che ha eseguito misure cautelari per induzione alla prostituzione e reati in materia di stupefacenti. Tra le vittime anche ragazzine minorenni. Apprendiamo che ai domiciliari ci sarebbe anche Luca Cavazza candidato alle scorse regionali: se colpevole, auspichiamo una pena esemplare“. Dopo un’attenta analisi, Ostellari ha fatto sapere che Cavazza non è iscritto al partito.

Leggi anche:—>Capotreno a passeggero:”Prego, indossi la mascherina”. Lui dice no e tenta di stuprarla

Leggi anche:—>Fa vedere la pistola dopo una lite in ristorante: rintracciato in hotel

Domiciliari per Fabrizio Cresi e carcere per l’imprenditore Davide Bacci, proprietario di Villa Inferno a Pianoro (Bologna), dove si sono tenuti quasi tutti i festini. Sarebbe in particolare due le minorenne coinvolte nei festini con sesso e droga. Tutto ha avuto inizio dalla denuncia della madre di una ragazza di 17 anni che per giorni non vedeva la figlia rientrare a casa. Sul cellulare della giovane video e foto inequivocabili che la ritraevano in rapporti sessuali con uomini molto più grandi della sua età. Una delle ragazze avrebbe detto agli inquirenti di aver preso parte alle serate totalmente sotto l’effetto della coca. Dopo aver assunto un grosso quantitativo di droga sarebbe stata coinvolta in rapporti sessuali. I presenti avrebbero dunque approfittato di lei, che in quel momento non era lucida. Sembra che a questi festini girassero molto soldi, che andavano alle ragazze per le loro prestazioni sessuali.

A confermare tutto ciò anche l’altra minorenne, 17 anni, ex compagna di scuola della ragazza e due donne, una delle quali è una prostituta. Nell’ordinanza della Procura di Bologna si legge:”Cavazza, nell’accompagnarla presso la villa di Bacci e nell’introdurla alla festa aveva reso ben chiaro alla giovane che ci sarebbe stata una fattanza, vale a dire un consumo collettivo di cocaina procurata dal Bacci“. La ragazza ha precisato che l’uomo l’aveva convinta a partecipare al festino e quando erano lì c’erano parecchi giovani che prendevano cocaina.

Leggi anche:—>Tassista stupra 2 clienti durante la corsa: arrestato

Leggi anche:—>Allarme chimico in Trentino, fuga di sostanza gassosa da azienda

Lì ricordo“, dice la ragazza,”di aver avuto un rapporto sessuale con lui che non sono riuscita a negare anche perché ero in casa sua dove avevo assunto gratuitamente parecchia coca”. Secondo gli investigatori, la minorenne fece la conoscenza di alcuni degli indagati poiché frequentava gli ambienti della tifoseria della Virtus Basket. Le indagini intanto proseguono su telefoni e tablet sequestrati agli indagati per scoprire se vi siano video che attestino il coinvolgimento di altre persone nella vicenda.

Uno degli indagati ha spiegato quale fosse il ruolo di Cavazza nella vicenda:”Cavazza aveva il compito, e lo svolgeva continuativamente, di individuare giovani donne da avviare alla prostituzione, ovvero da condurre nei luoghi ove tale attività di prostituzione si consumava, in cambio di cocaina. Tale attività veniva compiuta con modalità quasi professionali da parte del Cavazza, attesa anche la sua possibilità di continui contatti anche nell’ambiente sportivo dei tifosi della locale squadra di pallacanestro della Virtus Bologna dal medesimo frequentato, e la sua condizione di utilizzatore di sostanza stupefacente che evidentemente lo poneva nella continua necessità di reiterare le condotte“.

La 17enne ha inoltre affermato:”Ero la più giovane del circuito stretto di Cavazza al Paladozza e lui, ne ero consapevole, mi utilizzava per accedere a delle feste dove si sarebbe consumata coca, per assumerne lui gratuitamente e poi offrire me per attività sessuale di gruppo. Io accettavo perché volevo la coca“.
Le ragazze venivano riprese durante i festini. I video e le loro foto giravano poi tra i partecipanti e altre persone del giro. In un’occasione, Bacci riprese la 17enne mentre faceva sesso con un 29enne. Dopo aver visto quel video circolare, la ragazza aveva allentato i rapporti con Bacci. “Con Bacci ho preferito rallentare i miei rapporti anche perché sono venuta a conoscenza del fatto che aveva fatto circolare il video. Nessuna mi aveva costretto a farlo ma io ero sotto l’effetto della coca e non capivo niente“, spiega la minorenne.

Leggi anche altre notizie di cronaca:—>CLICCA QUI. 

Il presidente della FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche) Luciano Squillaci, commenta così i fatti di Bologna:”La chiamano ‘villa Inferno’ e mi chiedo quante altre ville perverse esistano intorno a noi, in cui si consuma l’adolescenza dei ragazzi: la strada, il web, l’appartamento accanto al nostro…La droga in Italia ha un giro di affari di oltre 15 miliardi di euro e il consumo di sostanze è percepito dai giovani come un marker di successo, identitario pericolosissimo. Oggi, le droghe e i comportamenti additivi sono i sostitutivi dei legami sociali. ‘Spesso il male di vivere ho incontrato…” e villa inferno’ è uno dei luoghi in cui si è manifestato”.

Squillaci prosegue:”Abbiamo una adolescenza abbandonata in Italia – ogni anno, ci dicono i dati, sono circa 4 mila i ragazzi e le ragazze che decidono di togliersi la vita o tentano di farlo. La società in cui viviamo è difficile, complessa, accelerata dove si chiede agli adolescenti di essere già adulti. Una società che ha delegato la formazione e la trasmissione dei valori ad una cultura del “tutto e subito e che sia anche facile ottenerlo”. E poi chiosa:”Riconsegniamo l’adolescenza ai nostri figli, nuovi e solidi riferimenti valoriali, fortifichiamo reti sociali e culturali che vadano a consolidare l’autostima ed il rispetto del proprio corpo, ritornando all'”essere” per riconsegnare ai giovani il loro giusto ruolo. Valorizziamo la cultura per colmare e rispondere al vuoto e al malessere esistenziale.