Bologna, giustiziere vuole partecipare a un’operazione di polizia: denunciato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:47

A Bologna il curioso evento: un uomo, vestito con tuta mimetica e basco blu, avrebbe cercato di sostituirsi alla polizia per bloccare una persona molesta già segnalata alle forze dell’ordine, in un pub di via Cairoli. L’uomo avrebbe ostacolato l’operato degli agenti e sarebbe stato denunciato. 

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Eccessivo lo zelo del cittadino che a Bologna avrebbe cercato di sostituirsi alla polizia in qualità di giustiziere. Rivestito di tutto punto, con tuta mimetica, basco blu e pettorina con scritto “Swat”, l’uomo avrebbe tentato di agire al posto delle forze dell’ordine per cercare di bloccare una persona molesta, già segnalata agli agenti in un pub di via Cairoli. Si tratterebbe di un 27enne italiano di origini pakistane che, oltre ad aver bloccato esclusivamente l’operato della polizia, è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio e sanzionato per ubriachezza molesta. Stando a quanto riferito dalla questura, il tutto avrebbe avuto luogo alle 23, quando una volante del commissariato Due Torri-San Francesco, insieme al supporto dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, si sarebbe mobilitata a causa di una segnalazione: una persona molesta all’interno di un locale. Si trattava di un 55enne, rintracciato dagli agenti, denunciato per resistenza e oltraggio, e sanzionato per ubriachezza molesta. Ma giunti sul posto, gli agenti avrebbero dovuto confrontarsi anche con l’effetto sorpresa: il 27enne che voleva a tutti i costi far parte dell’operazione. Di fronte all’insistenza del giovane, i poliziotti hanno deciso di denunciare e sanzionare anche lui.


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Bologna festini a base di sesso e droga con minorenni

Nel frattempo da Bologna arrivano ulteriori aggiornamenti sull’ormai famosa Villa Inferno. I carabinieri di Bologna Centro e il pm Stefano Dambruso, infatti, starebbero ancora indagando sul presunto giro di prostituzione e spaccio emerso la settimana scorsa, un giro che ha già coinvolto l’imprenditore edile Davide Bacci e l’ex candidato leghista Luca Cavazza. L’inchiesta sarebbe partita dai racconti di una minorenne su quanto avveniva nell’abitazione di Bacci, a Pianoro, testimonianze che avrebbero svelato l’esistenza di festini a base di cocaina e sesso, con minorenni coinvolte. L’inchiesta nel frattempo si sarebbe estesa, arrivando a coinvolgere una trentina di nomi, tutti appartenenti alla “Bologna bene”. Tra questi, immobiliaristi, manager, avvocati, altri ultrà della Virtus, un tassista, un dj, escort e pusher. E mentre l’attenzione degli investigatori si allargherebbe fino ad abbracciare anche altre ville simili, le testimonianze della minorenne svelano sempre più i dettagli della vicenda: “Luca Cavazza mi aveva convinto a seguirlo. Da lui avevo appreso che ci saremmo fatti una fattanza, cioè Bacci ci avrebbe dato della coca. E infatti, appena arrivati, io ho visto che c’erano una decina di persone tra ragazzi e ragazze che stavano pippando. Tutti avevano portato della bamba, noi abbiamo tirato ma nessuno ci ha costrette”.